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Altre voci dalla città stanca

Data: 18/05/19

Orario

Sabato 18 maggio 2019 ore 21.00

18 maggio 2019-Notte dei Musei apertura straordinaria del museo dalle ore 20.00 alle ore 2.00 con ingresso a €1. La biglietteria chiude all'1.00

Ospitato in

Indirizzi

Indirizzo: Via Nazionale, 194
Zona: Rione Trevi (Quirinale-Tritone-Barberini) (Roma centro)
Ingresso disabili: Via Piacenza, snc
Zona: Rione Monti (Colosseo-S.Giovanni-S.Maria Maggiore) (Roma centro)
Sono disponibili sedie a rotelle per visitatori che ne fanno richiesta. Per informazioni +39 06 696271
Ingresso disabili: Via Milano, 13
Zona: Rione Monti (Colosseo-S.Giovanni-S.Maria Maggiore) (Roma centro)
Sono disponibili sedie a rotelle per visitatori che ne fanno richiesta. Per informazioni +39 06 696271
Indirizzo: Via Milano, 9A
Zona: Rione Monti (Colosseo-S.Giovanni-S.Maria Maggiore) (Roma centro)
Ingresso sala Cinema, Auditorium e ristorante Open Colonna

Informazioni

Biglietto € 1

Contatti

Telefono: info e prenotazioni +39 06 39967500 (Coopculture)
Telefono: 848 082408 (scuole)
Fax: +39 06 48941999

Descrizione

Ideazione e regia di Monica Demuru
produzione Azienda Speciale Palaexpo
in collaborazione con Accademia Nazionale d'Arte Drammatica "Silvio d'Amico"
 
Un gruppo di allievi dell'Accademia Nazionale d'Arte Drammatica "Silvio d'Amico" si trova negli ambienti monumentali del Palazzo delle Esposizioni, all’interno della mostra Il corpo della voce, visitatori e interpreti al tempo stesso: con la voce e il movimento indagano e rivelano le risonanze con i volumi del luogo, tra loro e il resto del pubblico. Rivelando qualcosa di uno spazio simbolo per la città, rivelano sé stessi, giovane popolo che la abita. Attraverso parole, canti e suoni di loro creazione, che si trasformano continuamente in composizioni lineari e frammentarie, in narrazioni distese e materiali astratti, si domandano quale posizione occupino loro stessi in questa città. Quesiti vaporosi, da nulla o di fuoco, che vibrano nelle loro voci, luogo di unione tra verità intima e logica, dove prende corpo il reale e il loro presente.

Come un'eco dal passato, emerge anche la "voce" di Giuseppe Gioachino Belli, poeta di una sola città - Roma - che nel realismo spietato dei suoi sonetti annulla ogni populismo, si seppellisce nel dialetto come inconscio della lingua, rinnovando, anche nella paura, il suo credo nell'oralità. A questo spettro risponde il coro dei ragazzi, affascinati o disgustati dal nichilismo pietoso, dalla maschera del cinico che assolve chiunque, ma sempre avidi di verità.

Parole chiave

Data di ultima verifica: 14/05/19 12:29