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Presentazione di Ritratti romani. Chi ha costruito Roma Come e Perchè di Costantino D'orazio e Mimmo Paladino

Data: 24/11/11

Informazioni

Modalità di partecipazione: Ingresso libero

Descrizione

Per il ciclo di incontri letterari "Esposizioni di Idee", organizzati dalla libreria Arion Esposizioni in collaborazione con Palazzo delle Esposizioni e Laboratorio d'Arte, appuntamento giovedì 24 novembre alle ore 18.30 con Costantino D'Orazio per la presentazione libro "Ritratti romani. Chi ha costruito Roma Come e Perchè", Palombi editore.

Costantino D'Orazio
Mimmo Paladino
Ritratti romani. Chi ha costruito Roma Come e Perchè
Palombi editore
Prezzo di copertina € 14,00


SCHEDA
Ecco un libro su Roma fuori da comune. Non è una guida, non è una "storia della città", non è un semplice repertorio di luoghi e indirizzi da scoprire. E’ un "ritratto" di Roma attraverso i personaggi che l'hanno costruita. La Città Eterna, più di ogni altra metropoli al mondo, è il frutto di progetti spontanei, legati agli interessi personali e alle passioni di re, papi, cardinali e statisti che hanno voluto lasciare un segno indelebile lungo le sponde del Tevere, senza preoccuparsi di seguire un piano urbanistico preciso. E questo fenomeno, che in nessuna altra città al mondo è durato oltre duemila anni, si è rivelato un motivo di straordinario arricchimento per la città, piuttosto che un problema. Chi vive Roma, soprattutto quella storica, si accorge che non esiste un vero centro, non esiste una piazza principale o un percorso stradale più importante di altri. Esistono tanti luoghi incredibili, tracciati sorprendenti, edifici e complessi architettonici meravigliosi…esistono tante anime, che sono il frutto di altrettante personalità. Roma si racconta attraverso i ritratti di questi personaggi, che saranno il filo conduttore per descrivere la nascita di intere zone della città e svelarne segreti e aneddoti poco conosciuti al grande pubblico.
I Ritratti Romani saranno accompagnati dal contributo di un grande maestro contemporaneo: Mimmo Paladino, che darà vita ai volti e alle relazioni tra queste persone e Roma attraverso i suoi segni carichi di enigma e mistero.
Le parole di Costantino D'Orazio e le immagini di Mimmo Paladino racconteranno Chi ha costruito Roma, Come e Perché partendo da Romolo, autore del Pomerio, il primo confine della città, e del Lupercale, passando per Tarquinio Prisco, il Re che diede vita ai Fori tracciando la Cloaca Maxima, fino ai grandi progetti degli imperatori. Grande protagonista sarà Augusto, forse l'unico ad avere concepito l'intera città per celebrare se stesso e la sua famiglia. Caduto l'Impero Romano, è la volta dei Papi, che porteranno contributi eccezionali: Giulio II inizia l'impresa del rifacimento di San Pietro e deve rinunciare a portare a termine Via Giulia, Sisto V traccia un lungo rettilineo da Piazza del Popolo a San Giovanni in Laterano segnato da quattro obelischi, Urbano VIII permetterà di rivelare tutte le verità sulle colpe dei Barberini e finalmente fare chiarezza su una dinastia tanto vituperata. Ultima avventura è quella di Mussolini, che non si preoccupa di sventrare il cuore della città per dare vita al grande disegno di collegamento tra Roma e il mare: il sogno di un uomo infranto dalla storia. Di tutti questi luoghi saranno svelate le ragioni storiche e quelle passionali, che hanno spinto singoli uomini a concepirne il progetto.
Più che un libro sulla città, questo è un libro sulle persone che l'hanno costruita e hanno impresso la loro personalità nelle strade, nei palazzi, nei ponti e nelle piazze, che ancora oggi le ricordano. Dopo averlo letto, il vostro sguardo su Roma non sarà più lo stesso.

I PERSONAGGI
Roma è un incrocio di città diverse. Ognuna ha il suo fondatore
Romolo. Cosa rimane di Roma Quadrata; Tarquinio Prisco. Il Re che svelò i segreti degli Etruschi; Marco Agrippa. Tutta la verità sul Pantheon; Augusto. Roma, il ritratto di un solo uomo; Traiano. Il primo sventramento; Adriano. L'Oriente risale il Tevere; Aureliano. Quelle mura che tradiscono la paura di scomparire; Costantino. Roma nuova Gerusalemme; Alarico. La prima grande ferita; Papa Gregorio Magno. I primi veri passi di Roma Cristiana; Papa Adriano I. La rinascita…lenta ma inarrestabile; Papa Pasquale I. La "tratta" delle reliquie; Papa Leone IV. Il Vaticano traccia i suoi confini; Giovanni Crescenzio. Roma, una selva di torri; Leone Frangipane. Una fortezza in ogni monumento; Papa Bonifacio VIII. La geniale invenzione del Giubileo; Papa Martino V. Nasce la generazione dei Papi costruttori; Papa Sisto IV. La prima pietra della Cappella Sistina; Papa Giulio II. L'utopia di una città all’avanguardia; Paolo III. Una maestosa reggia…ben lontana dal Vaticano; Papa Sisto V. Nuove strade che disegnano una stella; Papa Paolo V. Il lato buono del nepotismo; Papa Urbano VIII. La verità sulle colpe dei Barberini; Papa Innocenzo X. Una piazza a misura d'uomo…e di donna; Papa Alessandro VII. La grande illusione del Barocco romano; Papa Benedetto XIV. Roma ha una sola speranza: torni città santa!; Napoleone. I primi spazi pubblici a Roma moderna; Vittorio Emanuele. Alle origini della Terza Roma; Ernesto Nathan. Il sindaco con un'idea nuova di città; Mussolini. Il velleitario ritorno di Roma imperiale; Conclusioni. Roma, progetti in cerca d'autore.

BIOGRAFIE
COSTANTINO D'ORAZIO
(Roma, 1974) è curatore e storico dell'arte. Vive e lavora a Roma.
Nel 1998 fonda con Ludovico Pratesi l'Associazione Culturale Futuro, con la quale organizza numerose mostre di arte contemporanea, con una particolare attenzione al contesto urbano. Il progetto di Futuro consiste nel far dialogare gli artisti con la città. Nascono da questa idea le manifestazioni organizzate nei quartieri moderni di Roma, come l’Ostiense, l'EUR e la Garbatella, oltre alle installazioni di grandi artisti internazionali presso i Fori Imperiali (Kounellis, Kosuth, Abramovic, Cragg etc.). E' stato coordinatore di redazione della rivista d'arte "Artel", distribuita via fax fino al 1998. Collabora con le pagine culturali del quotidiano Epolis. Negli ultimi anni ha approfondito la conoscenza e il rapporto con la scena artistica mediorientale, soprattutto in Libano e a Dubai. Tra le mostre di cui è stato curatore: 2002 "Verso il futuro. Indentità nell'arte italiana 1990-2002" Roma, Museo del Corso, "Cristiano Pintaldi 1990-2001" Pesaro, Centro Artivisive Pescheria; 2003 "Spazio Aperto al Disegno" Bari, Sala Murat, "Mario Merz. Un segno nel Foro di Cesare" Roma, Fori Imperiali; 2008 “Mimmo Paladino a Villa Pisani”, Stra.
Tra il mese di Dicembre 2008 e il mese di Marzo 2009 ha curato il progetto "Speranze & Dubbi. Arte giovane tra Libano e Italia", che si è tenuto presso il Dome City Center di Beirut e la Fondazione Merz di Torino. Nell'estate 2009 ha curato la mostra "I Classici del Contemporaneo" a Villa Pisani (Stra-Venezia), dove ha esposto opere, tra gli altri, di Jannis Kounellis, Mario e Marisa Merz, Giuseppe Penone, Anish Kapoor, Richard Long e Anselm Kiefer. A ottobre 2009 la mostra "The Third Eye" presso la Selma Ferini Gallery di Londra: cinque giovani artisti libanesi a confronto.
Ha pubblicato con Palombi "Le chiavi per aprire 99 luoghi segreti di Roma", giunto alla quarta edizione in pochi mesi, e a maggio 2011 "Le chiavi per aprire 99 luoghi segreti d'Italia".

MIMMO PALADINO Nasce a Paduli (Benevento) il 18 dicembre 1948. Si iscrive al Liceo Artistico, che frequenta dal 1964 al 1968. Muovendo dal clima comune del "concettuale", la prima fase dell'attività dell'artista s'incentra principalmente sulla fotografia. Tuttavia le eccezionali doti di disegnatore di Paladino non rimangono a lungo celate. Nel 1977 infatti realizza un grande pastello sul muro della galleria di Lucio Amelio a Napoli e partecipa inoltre alla rassegna "Internationale Triennale für Zeichnung" organizzata a Breslavia. Gli anni a cavallo tra il '78 e l'80 sono da leggersi come un periodo transitorio tra la posizioni concettuali sulle quali era assiso inizialmente e la rinnovata attenzione per la pittura figurativa. Le opere di questa fase sono in prevalenza dipinti monocromatici dalle tinte decise sui quali campeggiano strutture geometriche, ma anche oggetti ritrovati quali rami o maschere. Gli inizi degli anni ottanta, però, s'identificano sempre maggiormente con l'affermazione delle potenzialità di una pittura referenziale.