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Data: 15/12/19

Orario

Domenica 15 dicembre 2019  ore 11.30

Ospitato in

Indirizzo

Indirizzo: Via Nomentana, 70
Zona: Quartiere Nomentano (Roma nord)
Atac
Inserire l'indirizzo di partenza
Biglietteria unica presso il Casino Nobile

Informazioni

Visita gratuita con pagamento del biglietto d’ingresso al museo secondo tariffazione vigente.

Massimo partecipanti: 25
Prenotazione obbligatoria: no
info: 060608
Organizzazione: Annapaola Agati, Funzionario Responsabile del Museo del Casino Nobile

Contatti

Descrizione

Visita alla mostra condotta dal suo curatore Niccolò Lucarelli che accompagna i visitatori attraverso le sale del Museo illustrando le opere di Sergio Monari e la loro relazione con le decorazioni neo classiche dell’edificio Ottocentesco che le ospita.

L’artista Sergio Monari è nato a Bologna nel 1950 dove si è laureato all'Accademia di Belle Arti; qui, come docente, insegna attualmente Anatomia Artistica e Scultura. La sua carriera prende avvio alla fine degli anni ‘70, in attiva collaborazione con le maggiori gallerie italiane. Dagli anni ‘80 collabora con i maggiori poeti italiani e pubblica numerosi libri d'artista.  Parallelamente, promuove una serie di eventi e mostre legate alla scultura. Nel 2002 fonda con altri artisti l'associazione culturale CETRA, apre nel suo casolare di Castelbolognese uno spazio espositivo e crea il Parco della Scultura. È esponente di spicco del Gruppo Ipermanierismo di Italo Tomassoni.
Ha esposto le sue opere in oltre 90 mostre, personali e collettive, in molte  gallerie private e diversi musei pubblici, sia in Italia che all'estero (alla GAM di Ferrara, alla Galleria d'Arte Contemporanea di Ginevra, nei Musei Civici di Reggio Emilia, alla GAM di Bologna, nel Palazzo Schifanoia di Ferrara, nei Musei Comunali di Rimini e al Palazzo della Regione di Milano); ha partecipato due volte alla Biennale di Venezia (1984 e 2011 nel Padiglione Italia),  all’ EXPO di Milano del 2015 ne I Tesori d'Italia, e una sua scultura è in collocazione permanente nel Vittoriale di Gardone. L’artista, ancora attivo e mai presentato a Roma (se non nel ‘93 in una piccola mostra al Teatro Argentina),  esprime nei suoi lavori, costanti richiami alla classicità, in particolare affrontando il tema del Mito, che rilegge  con caustici accenti contemporanei.

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