Orario
da gennaio a giugno 2012
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Itinerari Augustei
Il monumento fu rinvenuto nel 1874 (dal Vespignani e dal Visconti) durante i lavori per l’urbanizzazione dell’Esquilino. Le strutture vennero subito collegate agli Horti di Mecenate, soprattutto in seguito alla scoperta di alcuni versi di Callimaco graffiti sull’intonaco esterno dell’abside. Tuttavia, l’effettiva destinazione d’uso di quanto emerso non fu univoca: invalse fra tutte la proposta di riconoscervi un Auditorium per via della cavea semicircolare che occupa una estremità dell’ipogeo
Ancora oggi si accede all’ambiente semi ipogeo percorrendo l’ultimo tratto dell’antica rampa di servizio: il c.d. Auditorium si compone di una sala rettangolare preceduta da un vestibolo trasversale sulle cui facciate si aprivano gli ingressi. La parete di fondo dell’aula presenta un’ampia esedra a gradoni, anticamente rivestiti di marmi, in cui (per il rinvenimento di una fistula) si può riconoscere una cascatella da cui le acque defluivano in un canale, colmato al momento dello scavo, che solcava longitudinalmente l’ambiente. I muri perimetrali, compresa la parte sommitale dell’abside, sono scanditi da grandi nicchie rettangolari affrescate con scenari campestri (terzo stile pompeiano). Sotto tali raffigurazioni corre una predella con scene miniaturistiche di soggetto dionisiaco; i restanti settori sono in rosso cinabro (colore floridus che, per il suo costo eccessivo, veniva generalmente adoperato solo per piccoli dipinti)


