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Sei in: Home » Eventi e spettacoli » Visite guidate e didattica » Il corpo che accoglie. Femminilità e creazione artistica.
Data: 20/06/19

Orario

Giovedì 20 giugno 2019
Ore 15.00 (appuntamento ore 14.45)

Ospitato in

Indirizzi

Indirizzo: Via Francesco Crispi, 24
Zona: Rione Campo Marzio (P.Spagna-P.Popolo-Pincio) (Roma centro)
Atac
Inserire l'indirizzo di partenza
Ingresso disabili: Via Zucchelli, 7
Zona: Rione Colonna (Pantheon-Montecitorio-Barberini) (Roma centro)
Atac
Inserire l'indirizzo di partenza
E’ necessario richiedere l’apertura dell’accesso disabili, citofonando in via Crispi, 24 oppure telefonando ai numeri della Galleria: 06 4742848; 06 4742909

Informazioni

Ingresso gratuito

060608 (tutti i giorni 09.00 - 19.00)

Contatti

Descrizione

Visita guidata nell'ambito della Giornata Mondiale del Rifugiato. A cura di Marina Andrea Colizzi e Eleonora Massicci.
L’iniziativa è dedicata a migranti e rifugiati.

Il progetto, rivolto a un gruppo di donne migranti che apprendono l’italiano presso scuole e associazioni attive sul territorio romano, prevede la partecipazione attiva delle visitatrici, che si possono confrontare con il tema della maternità nell’ambito della mostra Donne. Corpo e immagine tra simbolo e rivoluzione, al fine di creare una connessione tra le opere stesse e l’esperienza del vissuto di ciascuna.

Obiettivo dell’iniziativa è quello di promuovere il dialogo con tutte le donne che vivono un percorso di integrazione all’interno della nostra società, attraverso una relazione diretta e attiva con le collezioni della Sovrintendenza Capitolina. Inoltre si intende favorire un approccio alla femminilità e alla sessualità e promuovere una educazione alla cura ,al benessere e al diritto alla salute.

In relazione alle parole “femminilità”, “accoglienza” e “maternità”, le partecipanti, attraverso la mediazione di una storica dell’arte e un’ostetrica, vengono guidate in un percorso che alterna fasi di produzione manuale a momenti di discussione e confronto davanti alle opere. L’obiettivo finale è quello di creare una narrazione personale e collettiva sul corpo della donna.

 

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