060608


Roma Capitale
Zètema Progetto Cultura
060608 - Scopri e acquista i servizi turistici, l'offerta culturale e gli spettacoli di Roma
Sei in: Home » Eventi e spettacoli » Teatro » Timeloss
Data: da 26/03/20 a 29/03/20

Orario

dal 26 al 29 marzo 2020

giovedì, venerdì e sabato - ore 21.00
domenica - ore 18.00
Lunedì riposo

La programmazione potrebbe subire modifiche o annullamenti. Si consiglia di verificare il sito e/o la pagina facebook del teatro.

Ospitato in

Indirizzi

Indirizzo: Lungotevere Vittorio Gassman
Zona: Quartiere Portuense (Roma ovest)
Atac
Inserire l'indirizzo di partenza
(già lungotevere dei Papareschi)
Ingresso disabili: Via Luigi Pierantoni, 6
Zona: Quartiere Portuense (Roma ovest)
Atac
Inserire l'indirizzo di partenza

Informazioni

Biglietto: € 22,00
Modalità di partecipazione: Prenotazione consigliata

Contatti

Descrizione

Timeloss
Spettacolo in lingua farsi con sovratitoli in italiano

testo, regia e scene di Amir Reza Koohestani
con Mohammad Hassan Madjooni e Mahin Sadri
e in video Abed Aabest e Behdokht Valian
assistente alla regia Mohammad Reza Hosseinzadeh
musiche e suoni Pouya Pouramin - video Davoud Sadri - costumi Negar Nemati

Nel 2001 il regista e drammaturgo iraniano Amir Reza Koohestani scrive un’opera intitolata Dance on Glasses, destinata a renderlo celebre presso i palcoscenici di tutto il mondo. Protagonisti del testo sono due amanti in procinto di separarsi. Nel 2013, Koohestani dirige Timeloss, in cui quegli stessi protagonisti si incontrano, dodici anni dopo, per ridoppiare la versione DVD di quel vecchio spettacolo. E il teatro si trasforma ben presto in una stanza infestata dai fantasmi.
Nel 2001 il regista prodigio iraniano Amir Reza Koohestani raggiungeva la celebrità mondiale portando attraverso i continenti uno spettacolo fulminante: Dance on Glasses. In scena stavano, seduti per tutto il tempo, un attore e un’attrice immersi in una conversazione. Racconta lo stesso Koohestani che non si trattava di una scelta di concetto: semplicemente il loro budget non gli permetteva di “muovere le luci”. Più tardi però, a un mese dal debutto, il regista allora ventiduenne chiudeva una storia d’amore, rimanendo talmente spossato da non riuscire a trovare le forze per alzarsi da un sedia. Un escamotage soltanto apparentemente pratico si rivelava così per quello che era: l’intuizione geniale di un artista che aveva proiettato se stesso nel proprio lavoro. Una delle metafore più forti del dolore per la fine di un amore nasceva in quel momento, destinata ad attraversare i palcoscenici dei Paesi più disparati rimanendo intatta nella sua potenza e immediatezza: inchiodati alle loro sedie, separati da un lungo tavolo, i protagonisti della pièce consumavano l’ultima conversazione della loro storia d’amore come storditi all’idea che forse qualcosa, fino all’ultimo, non fosse stato detto, qualcosa che avrebbe potuto cambiare tutto. Consumati dalla passione, sbalorditi dalla fine della loro relazione, incapaci di andarsene dalla scena. Dodici anni più tardi, eccoli di nuovo insieme sul palco per Timeloss, presentato per la prima volta a Ginevra nel 2013. Lo spettacolo si svolge infatti in uno studio di registrazione in cui i due sono stati convocati per ridoppiare la versione video della pièce, che sta per uscire in DVD. Sono sempre loro: l’insegnante di danza e la sua musa: Shiva. In alto sulle loro teste ci sono due schermi con le immagini filmate di Dance on Glasses, ma i due non siedono più allo stesso tavolo, non si guardano nemmeno. Non si sono più rivisti dalla separazione.

Produzione Mehr Theatre Group, coproduzione Festival ActOral e Marseille-Provence 2013 – Capitale européenne de la culture, La Bâtie – Festival de Genève

Parole chiave

Data di ultima verifica: 10/01/20 13:30