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Data: da 21/04/20 a 24/04/20

Orario

Dal 21 al 24 aprile 2020

Per gli orari dello spettacolo contattare il botteghino

Ospitato in

Indirizzi

Indirizzo: Lungotevere Vittorio Gassman
Zona: Quartiere Portuense (Roma ovest)
Atac
Inserire l'indirizzo di partenza
(già lungotevere dei Papareschi)
Ingresso disabili: Via Luigi Pierantoni, 6
Zona: Quartiere Portuense (Roma ovest)
Atac
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Contatti

Descrizione

Se dicessimo la verità
da un’idea di Giulia Minoli

drammaturgia Emanuela Giordano e Giulia Minoli
regia Emanuela Giordano
con Daria D’Aloia, Vincenzo d’Amato, Domenico Macrì, Valentina Minzoni
musiche originali Tommaso Di Giulio - assistente alla regia Tania Ciletti

Produzione Co2 Crisis Opportunity Onlus
in collaborazione con Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa

Prosegue il percorso dell’opera-dibattito sulla legalità a firma di Emanuela Giordano e Giulia Minoli, che presentano Se dicessimo la verità, uno spettacolo che evolve dagli otto anni del progetto Dieci storie proprio così e si presenta al pubblico in una nuova forma scenica, arricchita dai racconti e le storie delle Regioni che ne ospitano la messa in scena e in collaborazione con le Università del territorio.
Il dibattito sulla legalità in lotta con le mafie torna sul palcoscenico con Se dicessimo la verità, un nuovo spettacolo a firma di Emanuela Giordano e Giulia Minoli. Prosegue così il progetto dell’opera-dibattito Dieci storie proprio così, che dopo otto anni di storie raccontate – lo spettacolo aveva debuttato nel 2011 – si evolve a partire dal titolo e si presenta al pubblico in una nuova forma scenica e una narrazione originale segnata dal bisogno di capire il nostro prossimo futuro, minacciato da un disimpegno che lascia sempre più spazio al potere criminale. Uno spettacolo che indaga i recessi oscuri della coscienza collettiva attraverso il confronto diretto con le realtà pulsanti del nostro Paese, sulle tracce di una verità che è molto più insidiosa e scomoda di quanto siamo disposti a confessarci. Il dispositivo narrativo è congegnato per evolversi, trasformarsi e arricchirsi di regione in regione, attraverso una drammaturgia che si nutre delle storie locali, dei racconti sociali e identitari specifici dei luoghi in cui viene presentato. Un risultato permesso dal lavoro di ricerca e di scrittura che si avvale della collaborazione delle Università partner del progetto: CROSS-Osservatorio sulla Criminalità Organizzata, LARCO-Laboratorio Analisi e ricerca sulla criminalità organizzata - Università degli studi di Torino, Università di Pisa - Master in Analisi, prevenzione e contrasto della criminalità organizzata e della corruzione, Università di Bologna – Master Gestione e Riutilizzo di Beni e Aziende confiscati alle mafie. «Purtroppo, non possiamo più parlare solo di “infiltrazioni del crimine” – spiegano le autrici – ma di “complicità con il crimine”, di “prassi criminale” a cui ci stiamo abituando, con distratta colpevolezza. Il teatro non dà lezioni di vita e non ci offre soluzioni a buon mercato, offre stimoli e opportunità di conoscere e di riflettere, questo noi cerchiamo di fare, con convinzione, pensando soprattutto ai ragazzi. E proprio ai ragazzi ci rivolgiamo con un lavoro che, parallelamente, realizziamo nelle scuole di tutta Italia perché lo spettacolo non sia solo un’occasione isolata ma parte di un percorso di avvicinamento a temi fondamentali per la loro crescita".

Parole chiave

Nell'ambito di

Data di ultima verifica: 09/01/20 15:27