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Ingresso gratuito
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Descrizione
Quanno er Tevere era biono
Struttura dello spettacolo:
Spettacolo teatrale/musicale in dialetto romanesco dove musica e prosa s’intrecciano.
Lo spettacolo è diviso in tre parti, ognuna delle quali rappresenta a sua volta uno spettacolo completo. L’ambientazione è sempre la stessa: L’osteria della Sora Tuta. L’epoca è, invece, diversa: La prima parte si svolge nei primo 900, la seconda riguarda Petrolini e i suoi anni, la terza è ambientata durante la guerra nel 1945.
Parte 1ª: La Roma primi '900
All’osteria della Sora Tuta c’è voglia di bere e divertirsi. Musica e danze rendono l’idea della spensieratezza di quei momenti. Lo spettacolo inizierà con questa grande allegria e subito in scena la rappresentazione di due scenette comiche, scritte da un anonimo dell’800, che hanno come protagonisti gli innamorati storici, vale a dire, Checco e Nina:
Nella prima scenetta Checco è l’innamorato timido, che non riesce a dichiarare il suo amore all’odorata Ninetta, la quale impersona qui la ragazza romana sveglia, furba e decisa a tal punto da esser lei a costringe a Checco a dichiararsi.
Nella seconda e successiva scenetta troviamo un’altra coppia che rappresentano Checco e Nina , ma qui i ruoli si invertono : Nina è l’innamorata timida e timorata, mentre Checco rappresenta il classico bullo romano strafottente e spavaldo che ha come unico pensiero amare sempre e sposarsi mai.
La parte dedicata agli amori dell’epoca si conclude con una serie di stornelli a dispetto in una sorta di sfida tra uomini e donno.
Ma la Roma dell’epoca non è solo amore, allegria, vino e spensieratezza ed ecco che nella seconda parte dello spettacolo si parla della Roma fatta di povertà, emarginazione e malavita, ma anche di una disperata quanto profonda umanità. Vanno cosi in scena tre drammatizzazioni di altrettanti monologhi di Americo Giuliani pieni di passione e sentimento, testi nei quali trasuda la romanità e il carattere del romano visceralmente attaccato al valore dell’onore e del sentimento.
Le tre drammatizzazioni sono: ER FATTACCIO, LA PASSATELLA e LA MANO
Per quello che riguarda la musica e il canto , rigorosamente dal vivo, si è tenuto in considerazione che verso la fine dell'Ottocento e agli inizi del novecento, proprio alll'osteria, tra fumi e alcool, si dettarono le strofe delle canzoni popolari diventate poi immortali. E’ il caso de La società dei magnaccioni rielaborata dopo qualche decennio e portata al successo da Gabriella Ferri . Tra le canzoni della mala, celeberrima furono Gira e fai la rota, la rivisitazione del Canto del carcerato ed il Canto della Passatella, che era un gioco di società tutt'altro che innocuo. E sarà questo il repertori base delle canzoni che si eseguiranno.


