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Data: 19/02/19

Orario

Martedì 19 febbraio 2019 - ore 20.00

Ospitato in

Indirizzo

Indirizzo: Via Nazionale, 183
Zona: Rione Trevi (Quirinale-Tritone-Barberini) (Roma centro)
Atac
Inserire l'indirizzo di partenza

Informazioni

Biglietto: da € 5,00 a € 10,00

Contatti

Descrizione

“per questo mi chiamo Giovanni”
da un padre a un figlio la storia di Giovanni Falcone
Liberamente tratto dal libro di Luigi Garlando (Ed. Rizzoli)

Adattamento teatrale e musiche di Mario Di Marco
Diretto da Mario Di Marco e Ivan D’Angelo
Scenografia di Ilaria Paccini

Con
 
Giulia Antonioni, Alessio Bartoli, Chiara Campisi, Bianca De Benedetti, Lorenzo De Pascale, Tommaso Fogli, Ilaria Gnetti, Elena Leprotti, Luna Leprotti, Giulia Malvezzi, Thea Mevel, Riccardo Novelli, Livia Potitò, Maddalena Trabalza
Luci: Tommaso Giaretta; effetti sonori: Elena Flaschi

Con il PATROCINIO DELLA SOCIETÀ DANTE ALIGHIERI e della FONDAZIONE FALCONE

Quattordici giovani attori tra gli 11 e i 14 anni in uno spettacolo su Giovanni Falcone

Lo spettacolo “per questo mi chiamo Giovanni” si ispira all’omologo libro di Luigi Garlando (Rizzoli editore, 2004) che ripercorre la vita e l’opera del magistrato Giovanni Falcone, ucciso dalla mafia nel 1992. È il dialogo tra un bambino di dieci anni, Giovanni, che a scuola entra in contatto con la mentalità e la cultura mafiosa, e suo padre che, per mettere in guardia il figlio, decide di spiegargli perché ha scelto di chiamarlo proprio Giovanni. Anche il padre, aveva subìto la vessazione e i ricatti della mafia ma, un giorno, decise di ribellarsi (pagandone le conseguenze) proprio in occasione della morte del magistrato avvenuta lo stesso giorno in cui viene alla luce il figlio a cui decide di dare nome Giovanni.
Nell’adattamento teatrale, gli autori, per rendere “corale” la messa in scena e dare spazio a tutti gli attori della Compagnia dei Ragazzi, immaginano i due protagonisti (Giovanni e il papà) a passeggio in vari luoghi della città di Palermo dove incontrano dei personaggi, non presenti nel libro, che aiutano il padre a raccontare al figlio la storia di Falcone. In più, rispetto al libro di Garlando, ci sono anche i riferimenti al “maxi processo” (con il sonoro delle voci di Tommaso Buscetta e altri imputati e testimoni) e a Rocco Chinnici, un altro magistrato ucciso dalla mafia, che amava andare nelle scuole a parlare di mafia. Ci sono infine delle persone comuni che non partecipano direttamente ai dialoghi ma si avvicinano e ascoltano perché, questo il messaggio degli autori, ascoltare e non smettere mai di parlarne è un modo potente di combattere la mafia, soprattutto per i giovani.

Parole chiave

Data di ultima verifica: 14/02/19 09:53