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Data: da 30/10/18 a 11/11/18

Orario

Da martedì 30 ottobre a 11 domenica novembre 2018

ore 21.00
8 novembre ore 19.00
domenica ore 18.00

lunedì riposo

Ospitato in

Indirizzi

Indirizzo: Lungotevere Vittorio Gassman
Zona: Quartiere Portuense (Roma ovest)
Atac
Inserire l'indirizzo di partenza
(già lungotevere dei Papareschi)
Ingresso disabili: Via Luigi Pierantoni, 6
Zona: Quartiere Portuense (Roma ovest)
Atac
Inserire l'indirizzo di partenza

Informazioni

Biglietto: da € 14,00 a € 20,00

La programmazione potrebbe subire modifiche o annullamenti. Si consiglia di verificare il sito e/o la pagina facebook del teatro.

Contatti

Descrizione

Liberamente tratto da Lo cunto de li cunti di Giambattista Basile
testo e regia Emma Dante
con Salvatore D’Onofrio, Carmine Maringola

LA SCORTECATA affresco umano su due solitudini ai margini della società, liberamente tratta da Lo cunto de li cunti overo lo trattenimiento de peccerille, raccolta di cinquanta fiabe in lingua napoletana che l’autore scrisse fra il 1634 e il 1636.

Per La scortecata, «trattenimiento decemo de la iornata primma», in scena due interpreti d’eccezione, Salvatore D'Onofrio e Carmine Maringola, che vestono i panni di due vecchie tormentate dal desiderio, ossessionate a tal punto dall’amore per il Re da compiere il più estremo dei gesti: scorticarsi per far uscire dalla pelle vecchia la pelle nuova. Quello creato dalla penna di Giambattista Basile è un mondo affascinante, sofisticato e dalle regole terribili: prendendo spunto dalle fiabe popolari, l’autore inventa personaggi, luoghi e racconti che sembrano sospesi a metà fra i lazzi della commedia dell’arte e i più astratti dialoghi shakespeariani. La lingua pare quasi una partitura metrica: un napoletano nutrito di espressioni gergali, proverbi e invettive che ne rafforzano e ne esaltano la musicalità. Una lingua che cerca la verità senza rinunciare ai ghirigori barocchi della scrittura.

Emma Dante riprende una tradizione del teatro settecentesco per una riscrittura originale, tagliente, spietata: a interpretare le due vecchie sono due uomini, che con magistrale abilità si destreggiano fra gli altri personaggi – il re, la fata... – ricoprendone a turno i ruoli. Si muovono su una scena quasi vuota: due «seggiulelle», una porta a delineare i confini della catapecchia che fa da casa alle due vecchie, un castello in miniatura a suggestione di un sogno soltanto evocato.

Parole chiave

Data di ultima verifica: 07/11/18 11:26