060608


Roma Capitale
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Data: da 08/02/20 a 01/03/20

Orario

Sabato 8 e domenica 9 febbraio 2020
e sabato 29 febbraio e domenica 1° marzo 2020

Orari spettacolo
sabato ore 21.00
domenica ore 18.00

La programmazione potrebbe subire modifiche o annullamenti. Si consiglia di verificare il sito e/o la pagina facebook del teatro.

Ospitato in

Indirizzi

Indirizzo: Lungotevere Vittorio Gassman
Zona: Quartiere Portuense (Roma ovest)
Atac
Inserire l'indirizzo di partenza
(già lungotevere dei Papareschi)
Ingresso disabili: Via Luigi Pierantoni, 6
Zona: Quartiere Portuense (Roma ovest)
Atac
Inserire l'indirizzo di partenza

Informazioni

Modalità di partecipazione: Prenotazione consigliata

Contatti

Descrizione

Family affair - Roma

concept ZimmerFrei
regia Anna de Manincor

suono Massimo Carozzi - video Anna de Manincor - assistente alla regia Muna Mussie
con la partecipazione di famiglie abitanti nel quartiere del Teatro India

Produzione Teatro di Roma - Teatro Nazionale
coproduzione Network Open Latitudes con il supporto del Programma Cultura dell’Unione Europea

Il progetto di teatro documentario e partecipativo Family affair di ZimmerFrei approda a Roma per catturare il ritratto della Capitale in relazione alle mappature affettive dei suoi abitanti. Con il capitolo romano si aggiunge a questa serie europea un tassello di micronarrazioni in cui brilla un intero mondo: quello del territorio attorno al Teatro India, verso il centro e verso la periferia, per ritrarre lo stato dell’arte della famiglia contemporanea e le geografie dei suoi sentimenti.
Il gruppo di artisti ZimmerFrei approda a Roma con l’originale e visionario Family affair, una performance che intreccia film documentario e narrazione dal vivo in un dispositivo narrativo nutrito dalle storie della Capitale che attraverseranno il lavoro di Anna de Manincor e Massimo Carozzi. Un ritratto urbano che esplora il confine fra spazio pubblico e territorio privato, a partire da una struttura di base che si ripete di città in città, interrogandosi di volta in volta su un tema specifico e diverso che si articola con contenuti inediti in riferimento al luogo che lo ospita. A Roma, la performance si concentrerà sull’abitare un territorio: quello attorno a India, lungo viale Marconi, verso il centro e verso la periferia, lungo il Tevere. Al centro della ricerca artistica sta la famiglia come sorgente di narrazioni, con il suo lessico e la sua epica, la famiglia come socialità vissuta, progetto di società e comunità, invenzione del quotidiano, proiezione nel futuro, condivisione dei luoghi, logistica raffinatissima della gestione del tempo (e magica moltiplicazione dei tempi impossibili). Nel progetto verranno coinvolti i membri di alcune famiglie romane in quanto massimi esperti delle proprie cerchie relazionali, che parteciperanno ad un periodo laboratoriale di circa venti giorni. Servendosi degli strumenti del cinema documentario di osservazione e della performance collettiva, sulla scia degli studi dell’antropologia visuale e della sociologia partecipata, Family affair - Roma riflette su quanto ci è più vicino, piuttosto che su ciò che ci risulta lontano, o esotico. Accompagnerà lo spettacolo l’opera video di Family affair, in forma di videoinstallazione proiettata nel foyer del Teatro India: su un doppio schermo saranno proiettati più di tre ore di ritratti video di due minuti ciascuno provenienti da sette paesi europei (Francia, Belgio, Polonia, Ungheria, Portogallo, Svizzera, Italia – a cui si aggiunge la città di Roma dopo Cagliari, Bologna, Forlì e Milano). «Potremmo dire che ognuno di noi è uno specialista della propria famiglia: ciascuno di noi può raccontare cose che nessun altro sa della propria famiglia» racconta Anna de Manincor. Sono ritratti autobiografici ma non in prima persona: le narrazioni non sono mai portate al pubblico dalla stessa persona che le ha prodotte ma attraverso un originale passa-parola. «Ognuno di loro racconta qualcosa di sé, ma proteggendosi: non sono delle interviste, sono delle registrazioni sonore fatte nel privato delle case. Per questo le persone ritratte hanno gli occhi chiusi. Perché nel frattempo stanno pensando a tantissime altre cose che non possono essere dette».

Parole chiave

Data di ultima verifica: 09/01/20 15:44