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Data: da 19/05/20 a 31/05/20

Orario

Dal 19 al 31 maggio 2020

Dal martedì al sabato ore 21.00
Domenica ore 17.00

La programmazione potrebbe subire modifiche o annullamenti. Si consiglia di verificare il sito e/o la pagina facebook del teatro.

Ospitato in

Indirizzo

Indirizzo: Via delle Vergini, 7
Zona: Rione Trevi (Quirinale-Tritone-Barberini) (Roma centro)
Atac
Inserire l'indirizzo di partenza

Informazioni

Per ogni informazione circa la modifica delle attività in ottemperanza a quanto disposto dal Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 4 marzo 2020, consultare la pagina www.teatroquirino.it/chiusura-teatro-decreto-coronavirus/?fbclid=IwAR2015r_ZxO1JMuZBMQVaZ7udtu2OuPvKhKXX6h9r8oFw14GIQNNUJLWQ4I

Contatti

Descrizione

Arca Azzurra Produzioni presenta
Leo Gullotta
Bartleby lo scrivano
di Francesco Niccolini
liberamente ispirato al romanzo di Herman Melville
regia Emanuele Gamba

con Giuliana Colzi   Andrea Costagli   Dimitri Frosali
Massimo Salvianti   Lucia Socci
scene Sergio Mariotti
costumi Giuliana Colzi
luci Marco Messeri

Un ufficio. A Wall Street o in qualunque altra parte del mondo, poco cambia. È una giornata qualunque nello studio di un avvocato, un uomo buono, gentile, così anonimo che non ne conosciamo nemmeno il nome. Ogni giorno scorre identico, noioso e paziente, secondo le regole di un moto perpetuo beatamente burocratico, ovvero: meccanico e insensato.
In questo ufficio popolato da una curiosa umanità – due impiegati che si odiano fra di loro e cercano di rubarsi l’un l’altro preziosi centimetri della scrivania che condividono, una segretaria civettuola che si fa corteggiare a turno da entrambi ma che spasima per il datore di lavoro, e una donna delle pulizie molto attiva e fin troppo invadente – un giorno, viene assunto un nuovo scrivano.
Bartleby si chiama, e fa lo scrivano. Copia e compila diligentemente le carte che il suo padrone gli passa. Finché un po’ di sabbia finisce nell’ingranaggio e tutto si blocca. Senza una ragione. Senza un perché.
Un giorno Bartleby decide di rispondere a qualsiasi richiesta, dalla più semplice alla più normale in ambito lavorativo, con una frase che è rimasta nella storia: “Avrei preferenza di no”. Solo quattro parole, dette sottovoce, senza violenza e senza senso, ma tanto basta. Un gentile rifiuto che paralizza il lavoro e la logica: una sorta di inattesa turbolenza atmosferica che sconvolge tanto l’ufficio che la vita intima del datore di lavoro.

Parole chiave

Data di ultima verifica: 06/03/20 14:29