060608


Roma Capitale
Zètema Progetto Cultura
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Data: da 30/05/19 a 10/11/19

Orario

Dal 30 maggio al 10 novembre  2019
da martedì a domenica ore 10.00 - 18.30
L’ingresso è consentito fino a mezz’ora prima dell’orario di chiusura

Giovedì 24 ottobre 2019 dalle ore 16.00 alle 18.00 INCONTRI ATTIVI:  video performances di PAOLO BIELLI e video-testimonianze delle installazioni di SUSANNE KESSLER.

N.B. per eventuali aperture e/o chiusure straordinarie consultare la pagina dedicata agli Avvisi

Ospitato in

Indirizzi

Indirizzo: Via Francesco Crispi, 24
Zona: Rione Campo Marzio (P.Spagna-P.Popolo-Pincio) (Roma centro)
Atac
Inserire l'indirizzo di partenza
Ingresso disabili: Via Zucchelli, 7
Zona: Rione Colonna (Pantheon-Montecitorio-Barberini) (Roma centro)
Atac
Inserire l'indirizzo di partenza
E’ necessario richiedere l’apertura dell’accesso disabili, citofonando in via Crispi, 24 oppure telefonando ai numeri della Galleria: 06 4742848; 06 4742909

Informazioni

Intero: € 7,50 - ridotto: € 6,50

Per i cittadini residenti nel territorio di Roma Capitale (mediante esibizione di valido documento che attesti la residenza) :
intero: € 6,50 - ridotto: € 5,50
Ingresso gratuito per i residenti a Roma e nell'area della Città Metropolitana nella prima domenica di ogni mese

Gratuità e riduzioni
La MIC card è acquistabile nei musei e online all’indirizzo miccard.museiincomuneroma.it

060608 (tutti i giorni 9.00 - 19.00)

Promozione
Assessorato alla Crescita culturale di Roma - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali

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Contatti

Telefono: 060608 (tutti i giorni dalle 9.00 alle 19.00)

Descrizione

Wechselspiel (interplay, in senso lato interazione) è il titolo della doppia installazione site specific di Paolo Bielli e Susanne Kessler.
Un doppio percorso che si collega alla mostra in corso Donne. Corpo e immagine tra simbolo e rivoluzione e alle sculture del chiostro.

Partendo proprio dal tema della mostra, il corpo della donna e la sua evoluzione nell’arte contemporanea, e giocandoci a volte intorno, Paolo Bielli e Susanne Kessler creano un doppio percorso, fisico e ironico, incentrato sul dualismo.

Attraverso le loro installazioni, i concetti di uomo/donna, maschio/femmina, ma anche ombra/luce, rivelano il loro doppio mettendosi direttamente in collegamento con le sculture esposte nel Chiostro delle sculture della Galleria.

Paolo Bielli interviene ricoprendo con delle sagome bianco/nere una parte della pavimentazione intorno alle sculture, riempendo quindi il vuoto mediante un gioco di specchiature mentali che sembra troneggiare sotto i loro piedi. Il riflesso della Cleopatra (1882) di Girolamo Masini, ad esempio, viene a dilatarsi sull’orizzontale del pavimento proprio mediante il riempimento materico. Nel rincorrersi del bianco/nero, luci/ombre, pieno/vuoto, l’operazione di Bielli finisce anche per rafforzare l’effettivo vuoto che è, del resto, insito nell’umanità, come conseguenza dell’immedesimarsi su sé stessi di tale dualismo. Così come bene dimostrato anche dal pavimento riempito dal riflesso delle sagome bianco/nere de Gli amanti (1909-1913) di Giovanni Prini. Un suo percorso di sagome è anche realizzato per la parte esterna del chiostro della Galleria, in un interscambio, wechselspiel appunto, continuo anche fra struttura del Museo e vuoto del cielo sovrastante.

Il lavoro artistico di Susanne Kessler si mette ancora più in contatto con le opere di collezione esposte nel chiostro, operando in particolare sul tema iconico dell’”uomo forte” e muscoloso delle sculture degli anni Trenta alle quali coscientemente associa una tecnica tipicamente femminile, il ricamo. Tombolo e ricami, infatti, sono posizionati su strutture specchianti affiancate alle opere – andando quindi a “sostituire”, coprire, ad esempio, la spada di Romolo (1937-38) di Italo Griselli o le mani/arnesi del Pescatore d’anguilla (1934) di Dino Basaldella. In questo modo la figura maschile raffigurata da grandi scultori del Novecento italiano, invece di evidenziare il proprio carattere dominante e di forza fisica, come nell’eclatante fisicità de Il seminatore (1937) di Ercole Drei, sono “trasformati” in uomini che ricamano, con pazienza e delicatezza, con un riscontro mitologico verso Penelope, ma anche alle donne di altri tempi che a casa ricamano mentre i loro uomini e figli attraversavano gli oceani del mondo.

Nella chiostrina invece la Kessler espone la sua Mappa mundi, costituita da un insieme di 14 pezzi di ricami, di misura variabile, realizzati con materiali poveri, stoffa, bastoncini di alluminio e di bamboo, rete di fil di ferro, posizionata al di sopra della Bagnante (1934) di Marino Marini. L’opera è installata sopra la testa della scultura femminile di Marini, in modo da indicare come la donna abbia oggi l'intero mondo nel suo raggio di azione.

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