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Data: da 16/01/19 a 21/01/19

Orario

dal 16 al 21 gennaio 2019
dalle ore 14 alle ore 20
Ultimo ingresso ore 19
 

Ospitato in

Indirizzo

Indirizzo: Via Merulana, 121
Zona: Rione Esquilino (Termini-Via Nazionale) (Roma centro)
Atac
Inserire l'indirizzo di partenza

Informazioni

Intero €  5.00
Ridotto € 4.00
per giovani under 27, adulti over 65, insegnanti in attività, appartenenti a gruppi convenzionati

Biglietto on-line

Diritto prevendita: € 2.00

Gratuito:
bambini under 7, un insegnante ogni 10 studenti, un accompagnatore ogni 10 persone, disabile con accompagnatore

Prevendita biglietti e turni d'ingresso
Singoli € 2.00
Gruppi € 4.00 a persona (min 10 max 25 persone)

Prenotazione obbligatoria
turno ingresso gruppi € 30.00
Scuole  € 3.00 a studente
Prenotazione obbligatoria turno ingresso scuole € 20.00

Contatti

Telefono: +39 06 39967800

Descrizione

La mostra di Sergio Magalini nato ad Amatrice nel 1927, nei suggestivi spazi di Palazzo Merulana, si articolerà in un'esposizione di 30 opere con  immagini di due tipologie: la prima costituita da frammenti scartati e recuperati da rovine di edifici colpiti dal terremoto (porte scardinate, avanzi di infissi, frammenti di tavole, etc.), impiegati come supporto per sovrapposizioni pittoriche evocanti il sisma e suggerite da forme e trame dei materiali stessi,  la seconda da 20 dipinti su tela, rappresentanti scenari legati ai ricordi personali dell’artista di Amatrice e le Ville.

L’esposizione, nata da esperienza radicale, quindi trasferita a proposta artistica, offre come tema rilevante i sismi del 24 Agosto 2016, con repliche del 30 Ottobre e del 18 Gennaio 2017, che hanno di fatto obliterato qualsiasi vestigia fisica della città di Amatrice, lasciando al suo posto soltanto alti cumuli detriti e di materiali inerti, non più riconoscibili né collocabili, appunto i Relitti, e una collezione di immagini e di figure evanescenti, ritenute nei Ricordi.
Dal dialogo spezzato, ripreso tra i materiali refusi e le memorie aleggianti, sorge il movente raffigurativo, compito esclusivo dell’artista, a dare forma a quanto oggi non c’è più. Ed in questo, offrire testimonianza, personale e collettiva, di quanto recuperabile dal perduto. Ma anche, attraverso tale metamorfosi pittorica, nuova sembianza e fonte di speranza tesa a una rinascita.

Quanto salvato dal natìo intende offrire anche una valenza germinale, perché replicabile in altre località Italiane colpite dal sisma. In particolare, si pensi a: Belice, Friuli, Irpinia, Assisi, L’Aquila, Reggio, Norcia costituendo un’ideale spina dorsale che percorre tutta la nostra Penisola.
Tale possibile sviluppo prevedrebbe una chiamata ad artisti originari dei luoghi colpiti ad esporre proprie collezioni di opere, riferite tanto agli eventi veri e propri quanto ai ricordi preteriti. In questo tempo, in cui una delle maggiori necessità in Italia è data da una chiamata all’unità, il progetto può costituire un significativo momento di aggregazione e condivisione per tutti i connazionali, accomunati tanto da un vivo sentimento collettivo, quanto dagli impegni personali, profusi nel corso di tali sfortunati eventi.

Parole chiave

Data di ultima verifica: 14/01/19 14:36