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Data: da 25/01/18 a 25/02/18

Orario

Dal 25 gennaio al 25 febbraio 2018
Da martedì a domenica ore 10.00 - 20.00
Chiuso lunedì 

La biglietteria chiude alle ore 19.00 

N.B. per eventuali aperture e/o chiusure straordinarie consultare la pagina dedicata agli Avvisi

Ospitato in

Indirizzo

Indirizzo: Piazza di Sant'Egidio, 1/b
Zona: Rione Trastevere (Gianicolo) (Roma centro)
Atac
Inserire l'indirizzo di partenza
Il Museo è accessibile ai disabili da Vicolo del Cedro, 1A. Telefonare allo 06 5897123 per avvertire il personale

Informazioni

Fino al 18 febbraio:
Tariffe non residenti:
Intero: € 9,50
Ridotto: € 8,50

Tariffe residenti:
Intero: € 8,50
Ridotto: € 7,50
gratuito per le categorie previste dalla tariffazione vigente


Dal 19 febbraio:
Tariffe non residenti:
Intero: € 6,00
Ridotto: € 5,00

Tariffe residenti:
Intero: € 5,00
Ridotto: € 4,00
gratuito per le categorie previste dalla tariffazione vigente

Tel. +39 060608 (tutti i giorni ore 9.00-19.00)

Contatti

Telefono: +39 060608 (tutti i giorni ore 9.00-19.00)
Fax: +39 06 5884165
Email: eventi.aziendali@zetema.it per eventi aziendali privati

Descrizione

Attraverso un reportage di quaranta fotografie, la mostra parla di paco, una droga devastante nata in Sudamerica e sulla quale l’artista ha lavorato per quattordici anni, in contemporanea con un altro lavoro fotografico dal titolo Encerrados, che documenta il viaggio in 74 carceri sudamericane. 

Diffusosi a partire dagli anni Novanta, soprattutto in alcuni quartieri di Buenos Aires e – in seguito – nelle favelas e nelle periferie di tutto il Sudamerica, il consumo di paco è aumentato notevolmente agli inizi del duemila. Si tratta di una droga estremamente nociva, ottenuta con gli scarti della lavorazione della cocaina, miscelati a cherosene, colla, veleno per topi o polvere di vetro. I giovani, che sono i consumatori più assidui, arrivano ad aver bisogno di assumere fino a venti dosi al giorno di paco con conseguenze devastanti poiché dà immediata assuefazione.

Valerio Bispuri è entrato in questo inferno di morti viventi per raccontare la sofferenza e la vita nei ghetti periferici, viaggiando tra Argentina, Brasile, Perù, Colombia e Paraguay e condividendo la quotidianità̀ dei consumatori di paco. Bendato per non riconoscere i luoghi in cui si muoveva, il fotografo è riuscito a farsi accompagnare nelle “cucine della droga” dove il paco è creato. Ha potuto seguire le vite distrutte dei consumatori di questa droga e le loro famiglie da vicino, ritraendoli nelle sue immagini dal grande impatto emotivo e narrativo.

Valerio Bispuri è nato a Roma nel 1971. Fotoreporter professionista dal 2001, collabora con numerose riviste italiane e straniere, tra cui la Repubblica, Internazionale, Paris Match, Stern e El Pais. Ha realizzato reportage in Europa e Medio Oriente, ma è in America Latina che Valerio ha lavorato e lavora da tempo. Per dieci anni si è occupato di “Encerrados”, un progetto fotografico sulle condizioni di vita dei “rinchiusi” nelle carceri di tutti i paesi del continente latino-americano, visitando 74 carceri maschili e femminili. Il lavoro “Encerrados” è stato esposto al Visa pour l’Image a Perpignan (2011), al Palazzo delle Esposizioni di Roma, all’Università di Ginevra, al Browse Festival di Berlino, al Bronx Documentary Center (BDC) di New York. Nel 2015 “Encerrados” è diventato un libro edito da Contrasto. Nel 2017 Valerio ha terminato dopo oltre 14 anni un altro progetto a lungo termine per denunciare la diffusione e gli effetti di una nuova droga a basso costo denominata “Paco”, che sta uccidendo una generazione di giovani nei sobborghi delle metropoli sudamericane. “Paco” è stato esposto nel 2014 a Istanbul dalla Croce Verde Interazionale e nel 2016 al Visa pour l’Image di Perpignan, dove è arrivato finalista al Visa d’Or. Valerio si è occupato a lungo anche della vita dei Rom in Italia e in Bosnia e di un lavoro sul mondo lesbico, seguendo per sei anni Betania, una ragazza Argentina. Molti di questi lavori gli sono valsi numerose pubblicazioni e premi a livello internazionale, tra cui il Poy America Latina 2011, il Sony World Photography Awards 2013 (1° posto, Contemporary Issues), il Days Japan International Photojournalism Awards 2013, il Poy 2015 (2° posto, Feature Story Editing - Magazine). Recentemente Bispuri ha intrapreso altri tre progetti a lungo termine: uno dedicato agli istituti penitenziari italiani, diventando il primo fotografo ad avere accesso all’interno di alcune delle carceri più antiche e affollate, tra cui Poggioreale, Regina Coeli e l’Ucciardone; il secondo sulle donne vittime della tratta in Argentina e il terzo sulla realtà dei sordi.

Le stampe di Paco sono state realizzate dal festival Visa pour l’Image di Perpignan dove sono state esposte nel 2016.

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