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Data: a partire da 13/12/15

Orario

Visitabile solo con prenotazione obbligatoria

Ospitato in

Indirizzo

Indirizzo: Vicolo della Cecchignoletta, 14
Zona: Quartiere Giuliano Dalmata (Roma sud)
Atac
Inserire l'indirizzo di partenza

Informazioni

Modalità di partecipazione: Prenotazione obbligatoria, Visita gratuita

Contatti

Telefono: .
Email: wunderkastel@hotmail.com (prenotazione obbligatoria)

Descrizione

Nel complesso origine medievale tutti gli amanti di arte, scienza e collezionismo o anche solo i curiosi che per la prima volta avranno la possibilità di ammirare una vera e propria «Wunderkammer» meglio nota come Camera delle Meraviglie.

Un percorso nelle sale del castello romano in cui sono raccolti  minerali, fossili e reperti molto lontani dalla realtà di oggi ma in grado colpire il pubblico grazie alla loro particolarità.
Quello della Camera delle Meraviglie, fu un fenomeno tipico dell’epoca che va dal Cinquecento a Settecento e che ha fatto del collezionismo una vera e propria forma d’arte. Lo scopo era quello di possedere oggetti impossibili da trovare in natura e tantomeno da essere collezionati.
Gli oggetti naturali, chiamati naturalia, erano prevalentemente pietre preziose, rari minerali, fossili o stravaganze della natura come come animali con due teste o creature totalmente sconosciute. Gli oggetti creati dalle mani dell'uomo, detti artificialia, erano tesori ed oggetti unici, come rare reliquie ed oggetti fatti con tecniche complicate o segrete e provenienti da ogni parte del mondo. Tutti questi reperti erano mirabilia, ovvero cose che suscitavano la meraviglia.
Tutto questo fa pensare a qualcosa di molto lontano dalla realtà attuale o assimilabile per lo più ad un museo di arti antiche.

Invece proprio a Roma, nella residenza del Castello della Cecchignola, Giano Del Bufalo ha dato vita ad una collezione di oggetti rari, meraviglie di storia naturale, anatomia animale e umana in grado di sbalordire chiunque.
La passione per l’arte e per la storia e ha portato Giano a girare il mondo in cerca di tesori da aggiungere alla collezione. Infatti, partecipando a diverse spedizioni archeologiche nel deserto orientale egiziano con il professor Raniero Gnoli, si è potuto appassionare verso lo studio delle arti orientali. Nonostante i vari campi di studio, l’interesse principale di Giano è quello del periodo storico che va dal Cinquecento fino al Settecento, secoli in cui nasceva l’amore per le curiosità scientifiche tanto da appassionarsi di una antica tecnica di imbalsamazione dei corpi, nota come Tassidermia.
La Tassidermia rappresenta una vera e propria forma d’arte che in tempi passati era utilizzata principalmente per la preparazione dei trofei di caccia.
Lo sfruttamento animale da parte dell’uomo ha contribuito all’estinzione di molte specie e ad oggi, Giano si occupa di preservare e donare una nuova vita unicamente a quegli animali deceduti naturalmente, che spesso vengono abbandonati e dimenticati.

Data di ultima verifica: 10/12/15 09:47