Orario
Giardino aperto tutti i giorni;
marzo dalle 7.00 alle 20.00
aprile e maggio dalle 7.00 alle 21.00.
Istallazione sonora: tutti i giorni alle 15.00 e alle 17.10 per nove secondi
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Descrizione
In Ginnastica dei ciechi-La corsa al Cerchio Marzia Migliora prende avvio dalla storia del giardino e dalla sua conformazione attuale - intesa come insieme di caratteristiche topografiche e socioculturali - per dare vita ad un lavoro tripartito, dal forte impatto visivo e concettuale, dove lo spazio assume l’ambivalente aspetto di “soggetto” e luogo di esperienza per lo spettatore.
Attualmente usato anche come rifugio da immigrati e senza tetto, sul finire dell’Ottocento, il giardino era inglobato da un istituto per ciechi, impiegato come spazio per il gioco e la ricreazione dei ragazzi ospiti dell’istituto, rappresentava un luogo d’aggregazione e di evasione dal rigido regolamento imposto all’interno della struttura.
Nell’installazione Libero come un uomo Migliora costruisce una rete metallica che chiude fisicamente il giardino sull’unico punto di apertura verso la città, il belvedere, costruendo un limite architettonico e tangibile in uno spazio altrimenti connotato.
In Rooling Hoops Migliora dispone sul terreno adiacente al belvedere undici cerchi luminosi in alluminio, ancorati a terra. La precisa disposizione degli elementi trae spunto da un’immagine documentaria appartenente all’archivio dell’istituto, che ritrae i bambini in un momento di ricreazione, intenti a giocare con i cerchi. L’esatta riproposizione della posizione degli anelli nella foto, in un’apparente dinamicità, restituisce agli oggetti svuotati dalla propria funzionalità un possibile senso, accessibile solo attraverso un atto immaginativo e di fantasia: lo spettatore è chiamato a ricostruire la scena immaginandola, recuperando quella significazione Iudica originaria che per l’artista assurge a evidente e naturale forma d’evasione.
Completa l’intervento di Migliora l’installazione sonora, tra le 15 e le 17, l O, il suono di una campanella della durata di nove secondi, reiterato ogni giorno per due volte. La fonte sonora, una campana in ottone, è nascosta alla vista e si configura come ulteriore elemento immateriale, che, parimenti alla sostanza linguistica in Libero come un uomo, o alla resa della figura umana in assenza in Rooling Hoops, esplica il procedimento di azzeramento e sottrazione proprio della modalità espressiva dell’artista. In tra le 15 e le 17, l O viene suggerita nuovamente una dimensione Iudica, evocata dal suono della campanella come consueto avviso di ricreazione e svago; allo stesso tempo il segnale, avulso da ulteriori commenti esterni, risuona nello spazio come una sorta di allarme, ad auspicare uno stato di attenzione e di conseguente ascolto e partecipazione. In Ginnastica dei ciechi-La corsa al Cerchio i singoli elementi, appartenenti a registri percettivi diversi, si connettono l’uno all’altro in una fitta rete di rimandi e analogie, dando luogo a una dimensione intellettuale intessuta di reminiscenze passate e di suggestioni attuali.
L’impedimento, il non vedere, crea la condizione di accesso alla libertà e all’immaginazione e insieme di denuncia verso coloro i quali scelgono di tenere “gli occhi chiusi” di fronte a ciò che ritengono non voler vedere. L’opera decreta in se una condizione di uguaglianza tra esseri umani invitando tutti indistintamente a “fare esperienza” ad immaginare, a ricercare la propria libertà, ad essere solidali e ad aiutare coloro i quali hanno bisogno.


