060608


Roma Capitale
Zètema Progetto Cultura
060608 - Scopri e acquista i servizi turistici, l'offerta culturale e gli spettacoli di Roma
Sei in: Home » Eventi e spettacoli » Mostre » Gigetta Tamaro. Architetto 1931-2016. Le Opere/L'Enclave
Data: da 11/05/18 a 07/07/18

Orario

Dall' 11 maggio al 7 luglio 2018
Lun-sab ore 10.00-19.00

Sabato 19 maggio eccezionalmente aperta al pubblico dalle 20.00 alle 24.00 (ultimo ingresso ore 23.30)

Inaugurazione: venerdì 11 maggio alle ore 18.00

Ospitato in

Indirizzo

Indirizzo: Piazza dell'Accademia di San Luca, 77
Zona: Rione Trevi (Quirinale-Tritone-Barberini) (Roma centro)
Atac
Inserire l'indirizzo di partenza

Informazioni

Modalità di partecipazione: Ingresso gratuito

Contatti

Telefono: +39 06 6798850 - 6798848
Fax: +39 06 6789243

Descrizione

La mostra ripercorre la retrospettiva che si è svolta a Trieste, al “Magazzino delle idee”, nell’aprile del 2017. La presentazione dei disegni e dei modelli dei progetti d’architettura è accompagnata da sconfinamenti in generi affini all’architettura e da presenze di altri artisti ai quali è stata legata la sua ricerca. Una delle stagioni più fertili della cultura artistica triestina, meno nota di quella letteraria, è questa che vede, intorno alla metà degli anni ’70, l’attività del gruppo “Arte Viva”, dove sono presenti, con Gigetta Tamaro, Enzo Cogno, Lauro Crisman, Carlo de Incontrera, Miela Reina, Luciano Semerani. Anche Guido Canella e Aldo Rossi fanno parte della breve storia di “Arte Viva”.

Gigetta è una donna che ha impersonato, fino a pochi anni fa, col suo impegno culturale e la sua ricerca espressiva una figura di intellettuale e di artista rappresentativa di un modo di vivere, tra Trieste, Venezia e Milano, la contemporaneità.

La mostra è promossa, con l’Accademia Nazionale di San Luca in Roma, dall’ERPbC FVG - Patrimonio Culturale Friuli Venezia Giulia, Villa Manin, dall’ Università IUAV di Venezia - Archivio Progetti, dall’Università degli Studi di Trieste - Stazione Rogers. Il catalogo è edito da Marsilio.

Gigetta Tamaro nata a Trieste, si è formata a Venezia con Samonà, Albini, Gardella e De Carlo, con cui, per alcuni anni, ha insegnato. Ha realizzato importanti opere pubbliche, tra cui il dipartimento d’urgenza ai SS. Giovanni e Paolo a Venezia e l’Archivio del Comune di Trieste in Piazza Unità. I suoi lavori sono presenti in antologie, dizionari, nelle principali riviste e voci dell’architettura contemporanea. Ha esposto i suoi lavori in tutte le principali rassegne internazionali d’architettura e con mostre personali in Italia e all’estero. Monografie con Electa, Kappa, Skira e, la più importante, nel 2017 con Marsilio Editori, intitolata “tu mi sposerai”: un suo motto di concorso, scelto con ironia e libertà, un suo modo di lavorare e di pensare, di scrivere e di insegnare, leggero e profondo insieme.

Nelle sue opere non c’è un modo di fare “al femminile” l’architettura. Del resto tutte, le dieci o al massimo quindici, donne, che hanno lasciato o stanno lasciando un segno nella storia dell’architettura contemporanea, hanno messo al mondo opere potenti, piene di ardimento e ricche di umanità. L’enclave, in cui è maturata la sua ricerca è sempre stato significativo. Prima “Arte Viva”, poi il circolo dei medici e scienziati della SISSA, dell’ICGB, del Psichiatrico, infine Stazione Rogers. Le mostre per Miela Reina (1980), per Enzo Cogno (2014), per Ugo Guarino (2015) ne sono state la prova. Hanno fatto capire che per lei la materia prima dell’architettura era la vita. “Arte Viva” tra il 63 e il 68, ideata e gestita da Carlo de Incontrera, realizza una ventina di prime mondiali e circa trecento prime esecuzioni musicali per Trieste, autori e interpreti da Sylvano Bussotti a Shawn Philips. Nelle arti visive si va da Getulio Alviani a Jorrit Tornquist, passando attraverso rassegne “op”, “pop” e “arte povera”. Nell’architettura con le prime loro mostre Aldo Rossi e Guido Canella tra gli altri. A Stazione Rogers, una stazione di servizio utilizzata come distributore di cultura, dieci anni di incontri, tra i tanti ospiti Arturo Falaschi, Margherita Hack, Giorgio Pressburger e Boris Podrecca.

Parole chiave

Data di ultima verifica: 07/05/18 10:53