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Roma Capitale
Zètema Progetto Cultura
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Data: da 28/10/21 a 05/12/21

Orario

Dal 28 ottobre al 5 dicembre 2021
Dal martedì al venerdì ore 10.00 - 16.00  
Il sabato e la domenica ore 10.00 - 19.00
Ultimo ingresso mezz'ora prima della chiusura
Giorni di chiusura
Lunedì
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Ospitato in

Indirizzo

Indirizzo: Viale Fiorello La Guardia, 6
Zona: Quartiere Pinciano (Roma centro)
Atac
Inserire l'indirizzo di partenza

Informazioni

Ingresso gratuito

Tel 060608 tutti i giorni dalle 9.00 alle 19.00

Promossa da
Roma Culture - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali

Con il supporto di
IPMA, Istituto Peritale Medici Associati

Servizi museali
Zètema Progetto Cultura

Contatti

Telefono: 060608 tutti i giorni dalle 9.00 alle 19.00
Email: info@museocarlobilotti.it ed eventi.aziendali@zetema.it per eventi aziendali privati

Descrizione

Una selezione di circa 40 opere dell’artista, per la maggior parte inedite e alcune realizzate negli ultimi due anni.

La mostra offre un excursus attraverso la poetica dell’artista – dalle sculture alle carte, dai dipinti alle ceramiche – in un percorso che racconta in maniera completa ed esaustiva le declinazioni del suo universo artistico.
La riflessione dell’artista si sviluppa intorno a ciò che lui definisce progettare il caos, un’alternativa alla oramai totale omologazione della politica, della vita e del pensiero intendendo l’arte non come strumento con la pretesa di cambiare il mondo, ma considerando la vita, l’umanità e il mondo come materia per l’arte.

È lo stesso artista a spiegare come dipingere sia per lui mettere in scena tutto ciò che non si può rappresentare in altro modo, azzardando l’impossibile in uno spazio,  la  pittura,  più  praticabile  e compatibile con le sue visioni e le sue idee. Allo stesso tempo l’artista tenta di sintetizzare le forme a lui più congeniali, le immagini forti, precise, poetiche; le tecniche più dirette per rappresentare al meglio  un  sogno,  un  progetto.  Colorare  in  modo  puntinato  è  un  metodo  che  ripetendosi  nella differenza, nelle sfumature gli permette di insistere ancora nel fare pittura in punta di pennello. Come evidenzia sempre l’artista, la libertà dell’arte oggi passa anche attraverso la sua ricostruzione.

Nelle opere di Levini c’è sempre un processo di scomposizione a cui l’artista aggiunge un elemento ironico, facendo convivere nel suo immaginario tragedia e commedia. L’artista attinge all’universo del quotidiano, dando alle sue immagini un carattere straniante ed eccentrico. L’arte per lui è illusione, che non intende ingannare lo spettatore bensì portarlo a vedere e pensare le cose sotto altri punti di vista.  
Apre  la  mostra,  al  piano  terra,  una grande  scultura  di  resina,  raffigurante  un  cavallo  a  grandezza naturale,  un  omaggio  a  de  Chirico,  poggiata  su  un  tappeto  su  cui  è  riprodotta  una  scacchiera
composta da tutte le battaglie del mondo dalla prima guerra mondiale ai nostri giorni.
In mostra anche alcune opere realizzate durante la pandemia, come il ciclo di dipinti su tela di grandi dimensioni, dedicati ai cinque sensi, e un rotolo di carta dipinto a inchiostro lungo 10 metri, in cui l’artista traduce in immagini sentimenti, impressioni e visioni degli ultimi due anni, una sorta di diario della pandemia. 
In catalogo un testo critico di Costantino D’Orazio.
La mostra è realizzata con il supporto di IPMA, Istituto Peritale Medici Associati.
 
BIOGRAFIA
Felice Levini nasce a Roma nel 1956 dove vive e lavora. Tra le sue prime presenze a Roma si segnala nel 1978 la sua partecipazione nello Spazio Autogestito di Sant’Agata dei Goti e, con mostre personali, nelle gallerie: La Salita, Pieroni, Planita, Pio Monti e Il Cortile. A Torino espone da Eva Menzio, a Milano nello Studio Cannaviello, a Brescia da Massimo Minini.  Renato Barilli lo inserisce nella sua formazione dei Nuovi-nuovi. Partecipa alla XII “Biennale des Jeunes” presso il Museo Civico di Parigi e alla Rassegna del Castello di Volpai (SI) del 1984. Seguono il XLIV Festival dei Due Mondi di Spoleto, la XII Quadriennale di Roma e la XLIV Biennale di Venezia. Tra le sue mostre personali recenti in spazi pubblici vanno ricordate quelle dell’Acquario di Roma, della Galleria Nazionale di Arte Moderna di Roma, dell’IIC di Zagabria, dell’Auditorium Parco della Musica di Roma, del Museo Pecci a Milano, dell’IIC di Copenaghen, del Museo della Ceramica Chini di Borgo San Lorenzo (FI) e della recente installazione permanente all’IIC di Stoccolma.  Ha fatto parte del progetto di Camere di RAM Radioartemobile di Roma e della mostra L’Albero della Cuccagna di Achille Bonito Oliva (2014-15) per la sede di Stella Maris, Montesilvano (PE).

A cura di Zerynthia – Associazione per l’Arte contemporanea OdV

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