Orario
Dal 3 aprile all' 8 luglio 2012:
- Martedì, mercoledì, giovedì: 10.00 - 20.00
- Venerdì, sabato: 10.00 - 22.30
- Domenica: 10.00 - 20.00
Chiuso lunedì
Ultimo ingresso un'ora prima della chiusura
DAL 12 AL 27 GIUGNO 2012 L'INGRESSO ALLA MOSTRA AVVIENE DALLA SCALINATA DI VIA MILANO 9/A
Ospitato in
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Informazioni
Convenzionato con
Biglietto ridotto per i possessori della card
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Descrizione
Nato nel 1901 a Montefano, provincia di Macerata, Ghergo inizia a lavorare nello studio del fratello dove impara le prime tecniche e la camera oscura. Nel 1929 si trasferisce a Roma dove apre uno studio di fotografia in via Condotti e a farsi conoscere nel mondo dell'alta società romana come ritrattista. Le sue opere, caratterizzate da una tecnica di ripresa e di successiva manipolazione delle immagini all'avanguardia per i tempi, divennero una moda. Ghergo stabilisce anche uno speciale rapporto con Cinecittà, diventando "il fotografo delle dive". Fra i numerosi personaggi del Novecento che posano per Ghergo si possono ricordare Papa Pio XII, Luigi Einaudi, Alcide De Gasperi, l'Aga Khan, Pietro Badoglio, Sofia Loren, Ingrid Bergman, Gina Lollobrigida, Vittorio Gassman e Amedeo Nazzari. Ghergo è tra i pionieri della fotografia di moda in Italia e successivamente si occupa anche di pubblicità e di pittura.
La rassegna, che riunisce circa 150 fotografie vintage prevalentemente in bianco e nero ed è curata da Claudio Domini e Cristina Ghergo, descrive l'arco completo della sua carriera, dagli esordi all'inizio degli anni trenta, fino all'approdo verso la nuova tecnica del colore alle soglie degli anni sessanta. Belli e lontani, miti irraggiungibili, immagini di un desiderio che non si può realizzare, questi i ritratti di Arturo Ghergo sullo sfondo di un'Italia in piena euforia, in pieno boom economico, un' Italia che riempie le balere, le sale da ballo, i cinema, i teatri.
Nel 1937 Mussolini inaugura Cinecittà, 75.000 metri di strade, piazze e giardini, proprio come Hollywood. Nasce un cinema che cerca consensi e mistifica, la propaganda del regime diventa fuga dalla realtà quotidiana. Tutti grandi divi passano nello studio di Ghergo. Le immagini si impongono nell'immaginario degli spettatori e vengono pubblicate su tutti i rotocalchi. Foto eleganti e fredde, si adeguano ai nuovi gusti artistici internazionali che dall'Art Noveau sono passati al Déco.
Gli scatti di Ghergo fermano lo sguardo di Galeazzo Ciano, Pietro Badoglio, Pio XII, Sofia Loren, Silvana Mangano, Ingrid Bergman, Gianni Agnelli. Immagini che diventano memoria di un paese e di una storia. Foto statiche statuarie, non c'è movimento, non ci sono gesti, tutto si compone in una classicità senza tempo.


