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Data: da 16/02/19 a 31/03/19

Orario

Dal 16 febbraio al 31 marzo 2019 - visitabile su appuntamento
Inaugurazione sabato 16 febbraio 2019, ore 18.30

Ospitato in

Indirizzo

Indirizzo: Via Maia, 12
Zona: Quartiere Tuscolano (Roma sud)
Atac
Inserire l'indirizzo di partenza
interno 4 A

Contatti

Telefono: 392 8918793

Descrizione

Una mostra a cura di Santa Nastro

La mostra rievoca le memorie che tutti conserviamo delle feste in casa che hanno attraversato la nostra vita: dalle serate danzanti col grammofono che hanno fatto ballare i nonni, ai ritrovi di compleanno dell’infanzia, fino ai primi baci strappati su un divano nell’adolescenza e ai momenti più posati dell’età adulta.

Le artiste ripercorrono questi diversi momenti concentrandosi su cosa accade quando la festa finisce. Ciò che prima era gioioso e colorato, rumoroso e affollato si intristisce, impallidisce, diventa silenzioso e vuoto. La malinconia delle tracce e dei resti che si accumulano diventa un’allegoria della vita stessa e sottolinea la precarietà e l’inafferrabilità di ogni istante. La festa finita, di cui cerchiamo a tutti i costi di trattenere uno scintillio sfocato, diventa inoltre la metafora di una “generazione post-party” che vive nell’incertezza e nell’assurdità di un presente sempre più complesso, fra i detriti di una grande sbornia, di un’illusione collettiva.

Concepito appositamente per lo spazio, il progetto espositivo di “A destra, secondo piano” porta le opere a sintonizzarsi sul rumore di fondo costituito dai segni delle storie, delle persone e degli artisti che hanno di volta in volta abitato Casa Vuota, che restano ben impressi sulle pareti.

Natascia Abbattista presenta l’opera “Sad Party / Festa Triste”, composta di cinque immagini fotografiche con interventi materici, autoscatti che raccontano il tema della festa attraverso il volto di un invitato, viso che, tuttavia, appare celato da una maschera triste. L’artista rielabora il tema del travestimento di pirandelliana memoria, portando alla luce il grottesco che nascondiamo nella quotidiana finzione della vita. Il pubblico stesso può interagire con l’opera indossando le maschere protagoniste delle fotografie, che l’artista mette a disposizione all’ingresso.

Mariantonietta Bagliato invade lo spazio con grandi installazioni in stoffa, all’apparenza ludiche ma in realtà caratterizzate da un retrogusto inquietante, invitando gli spettatori a sdraiarsi su una grande “Mano” appoggiata morbidamente al pavimento o a giocare con palloncini che, per le tinte e le decorazioni tristi che li caratterizzano, vedono stemperato il loro potenziale festoso. L’artista presenta inoltre un’installazione in forma di teatrino con il video “The Puppettier”, sequenza filmata di una vera festa di compleanno della sua infanzia che documenta il primo spettacolo di marionette messo in scena dalla madre, marionettista praghese.

Patrizia Piarulli costruisce i suoi interventi su misura per gli spazi della casa, realizzando una serie di oggetti di uso comune e di suppellettili che vanno a colmarne i vuoi e sui quali si registrano le testimonianze delle feste che furono: ricami su tende grandi e piccole (“My father and the American”, “Dancing Cousins”), asciugamani (“Daddy Mercury”), lampade (“Oh, Sablin”), cuscini, superfici ornate da scene di festa, balli e momenti di vita familiare. Un campionario di immagini vintage, di sapore nostalgico, consegna al pubblico l’ideale di un mondo che non c’è più e che sarà possibile ritrovare negli ambienti della mostra.

È l’incomunicabilità, infine, il tema della performance “Ciao come stai?” di Natascia Abbattista e Loredana Savino. Le artiste inscenano un dialogo tra due invitati, che altro non è se non l’accostamento di due monologhi senza possibilità di ascolto e di interazione. L’effetto di nonsense viene accentuato dalla ripetizione delle frasi che, accavallandosi e accumulandosi, vanno a creare un grande frastuono, cancellando definitivamente qualsiasi spiraglio comunicativo.

Parole chiave

Data di ultima verifica: 11/02/19 16:06