Orario
21 aprile 2012 (orari da definire)
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Descrizione
Dieci anni fa, in una festa organizzata all’interno della città universitaria con manti piume e cappelli a punta si sono presentati cinquanta goliardi cantando, scherzando e giocando, rinasceva la goliardia romana, in sonno dagli anni 70. La goliardia è il tradizionale spirito che anima le comunità studentesche, soprattutto universitarie, apartitica e apolitica, in cui alla necessità dello studio si accompagnano il gusto della trasgressione, la ricerca dell'ironia, il piacere della compagnia e dell'avventura. I tratti connotativi del fenomeno sono comuni a più gruppi italiani, ma sono anche simili ad altre organizzazioni europee e statunitensi.
La parola "goliardo" o, meglio, "goliarda", è spesso considerata la contrazione di "Golia Abelardo". Si tratta in realtà di un calco dal francese "goliard", che significa "che ha a che fare con Golia, seguace di Golia" (sul modello di "montaigne" > "montagnard"). Golia è il modo in cui fu soprannominato Pietro Abelardo, personaggio contraddittorio, prelato ed intellettuale, vissuto intorno all'anno mille, fondatore di questo movimento e stile di vita e avversario intellettuale di San Bernardo da Chiaravalle. Dal medioevo esiste anche un filone goliardico in letteratura, che ha avuto il suo migliore esponente in Cecco Angiolieri.
La poesia goliardica era una naturale espressione dello spirito da osteria "Goliardico" è anche un aggettivo, che può essere usato anche fuori dal contesto soprascritto, infatti qualsiasi comportamento in cui sono presenti componenti scherzose e dissacranti al limite dello sberleffo può definirsi tale. Nelle università italiane lo spirito goliardico, molto forte sin dal medioevo quando le più antiche furono fondate, ha avuto un apice negli anni cinquanta e sessanta del Novecento, per poi subire un declino, definito "sonno", dalla metà degli anni settanta fino alla fine degli ottanta,.È con gli anni novanta che gli ordini iniziano a riaprire, le nuove generazioni di studenti cercano gli anziani capi-ordine e capi-città, ancora custodi di manti, placche e papiri storici; per i goliardi la continuità della tradizione è un elemento imprescindibile ed è considerata fondamentale l'approvazione degli anziani affinché un ordine possa riaprire.
La manifestazione più alta della sovranità goliardica è rappresentata dal diritto esclusivo di intonare il Gaudeamus nell'ambito di un dato territorio. Tale diritto compete, dunque, ai Capi dei singoli Ordini Sovrani, i quali per consuetudine possono estenderlo anche ai capi di Ordini Minori o Vassalli (ad esempio quando questi ultimi organizzano cene o riunioni).Esiste anche in Goliardia la possibilità del "colpo di Stato", che prende il nome di "fronda" (e che solitamente, tranne rari casi, non è contemplato dagli Statuti dei singoli Ordini). La fronda consiste nel tentativo di delegittimare e spodestare "dall'interno" un Capo-Ordine, trasferendo la sovranità su un altro Goliarda.
La manifestazione più alta della sovranità goliardica è rappresentata dal diritto esclusivo di intonare il Gaudeamus nell'ambito di un dato territorio. Tale diritto compete, dunque, ai Capi dei singoli Ordini Sovrani, i quali per consuetudine possono estenderlo anche ai capi di Ordini Minori o Vassalli (ad esempio quando questi ultimi organizzano cene o riunioni).Esiste anche in Goliardia la possibilità del "colpo di Stato", che prende il nome di "fronda" (e che solitamente, tranne rari casi, non è contemplato dagli Statuti dei singoli Ordini). La fronda consiste nel tentativo di delegittimare e spodestare "dall'interno" un Capo-Ordine, trasferendo la sovranità su un altro Goliarda.
Il modo "classico" in cui si svolge una fronda è questo: a una riunione o cena presieduta dal Capo-Ordine che si vuole spodestare, colui che capeggia il colpo di Stato intona il Gaudeamus e i presenti si trovano a scegliere se unirsi al canto oppure a fontanare (buttare in una pubblica fontana) il golpista. Ovviamente conta soprattutto il numero e la carica nobiliare di chi segue il canto o viceversa "fontana". In questo modo si formano due schieramenti, che si fronteggiano poi, per tradizione, nella discussione al bar (anche se non mancano le storie di tentativi di fronda finiti poco goliardicamente a botte) fino alla definizione di un nuovo assetto. Eventuali goliardi entrati in un ordine durante gli ultimi due anni delle superiori si chiamano "bustine".
Questo è il mondo della goliardia che si vuole far conoscere in una delle città con il maggior numero di università e studenti universitari, sia questi residente nel comune di Roma sia studenti fuori sede. La Città di Roma infatti ha oltre 400000 giovani universitari, l’università più prestigiose e antiche del mondo, la prima per numero di iscritti in Europa: La Sapienza.


