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Data: 25/10/19

Orario

Venerdì 25 ottobre 2019 - ore 16.30 (presso la Sala 1)

Ospitato in

Indirizzo

Indirizzo: Via del Castro Pretorio, 105
Zona: Rione Castro Pretorio (Porta Pia) (Roma centro)
Atac
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Informazioni

Modalità di partecipazione: Ingresso libero

Contatti

Descrizione

Presentazione del libro Lapo Gianni, Rime
a cura di Roberto Rea
Salerno Editrice, Roma 2019

Saluto del Direttore della BNCR
Dott. Andrea De Pasquale

Coordina: Raffaele Manica

Intervengono:
Paolo Canettieri (Università degli Studi di Roma "La Sapienza")
Donato Pirovano (Università degli Studi di Torino)
Roberto Rea (Università degli Studi di Roma "Tor Vergata")

Invitato da Dante, assieme a Guido Cavalcanti, sul magico vasel del sonetto Guido, i’ vorrei che tu e Lapo ed io per celebrare l’ideale coralità di intenti della nuova poesia fiorentina, poi accusato, in successivi sonetti scambiati fra Guido e Dante, di aver compromesso quello stesso ideale amoroso, infine incluso ancora da Dante, in anni ormai maturi, nell’élite stilnovista capace di raggiungere l’eccellenza della lingua nel De vulgari eloquentia (I 13 4), Ser Lapo Gianni, notaio fiorentino, appare ancora oggi poeta dalla fisionomia controversa.
Già prima che ne venisse messa in discussione l’appartenenza al canone dello Stilnovo, la critica aveva infatti espresso opinioni discordanti sul ruolo e sul valore della sua poesia: c’è chi ha riconosciuto in Lapo un epigono cortese, poi attratto nell’orbita cavalcantiana, tanto da esercitare, a sua volta, un’influenza su un più giovane Dante; chi ha insistito sull’idea di una vera e propria collaborazione di “scuola” con i più celebri amici; chi, infine, lo ha ritenuto un attardato imitatore della maniera cavalcantiana e dantesca.

Il presente volume propone una nuova edizione critica commentata delle rime sicuramente attribuibili a Lapo Gianni, per le quali il testo di riferimento, nonostante la revisione proposta da Iovine (1989), è a oggi ancora quello fissato nel 1960 da Contini nei Poeti del Duecento. Il nuovo testo critico è il risultato del riesame dell’intera tradizione manoscritta ed è corredato, per ogni componimento, di apparato e di una puntuale nota filologica, in modo che lettori e studiosi possano, per la prima volta nel caso di Lapo, verificare le scelte testuali. L’ampio commento al piede rende i testi accessibili anche ai lettori non specialisti, illustrandone gli aspetti linguistici e letterari; inoltre, si propone di valutare forme e significati all’interno della tradizione della lirica aulica, sforzandosi soprattutto di dipanare le fitte relazioni con la lirica cavalcantiana e dantesca, al fine di precisare novità e limiti della poesia di Lapo.

L’edizione, riesaminando i testi alla luce delle più recenti acquisizioni della filologia e della critica letteraria, offre così una rinnovata interpretazione dell’opera di Lapo Gianni e ne ridefinisce il ruolo all’interno della più alta esperienza stilnovista.

Parole chiave

Data di ultima verifica: 22/10/19 14:29