Tipologia:
Parco urbano
Indirizzo
Indirizzo:
Via di Porta Latina
Zona:
Quartiere Appio Latino (Roma sud)
Inserire l'indirizzo di partenza
Orario
Il Colombario di Pomponio Hylas è visitabile solo su richiesta tel 0039 060608 tutti i giorni 9.00-21.00
Il Sepolcro degli Scipioni è prenotabile per gruppi a partire dal 7 marzo 2012 tel 0039 060608 tutti i giorni ore 9.00-21.00
Descrizione
Realizzato nel 1929 dall'architetto Raffaele de Vico, il parco deriva il suo nome dal Sepolcro degli Scipioni che si trova al suo interno, nel quale sono sepolti i membri di una delle più insigni famiglie della Roma repubblicana. La tomba romana fu scoperta nel 1780 e l'evento destò grande interesse; qui infatti sono inumati Lucio Scipio Barbato, console nel 298 a.C. , che riportò vittorie sui Sanniti e sui Lucani, il di lui figlio, che conquistò la Corsica e l'Algeria e Scipione l'Asiatico, che conquistò l'Asia Minore. Non vi fu invece sepolto Scipione l'Africano Maggiore, che aveva riportato molte grandi vittorie, fra cui quella su Annibale a Zama. Costretto ad allontanarsi da Roma a causa dell'odio degli avversari politici, egli si ritirò infatti nella sua villa di campagna a Literno, dove volle essere sepolto alla sua morte; celebre è la sua frase contro Roma: "Ingrata patria, non avrai le mie ossa".
Il giardino è caratterizzato da tre sistemi di viali che si incrociano diagonalmente, subordinati al più ampio viale centrale che parte dall'ingresso di Via di Porta Latina. I percorsi sono delimitati da alberi ad alto fusto, tra cui pini e cipressi, mentre altre piante mediterranee come lecci, allori, mirti, fiancheggiano i ruderi archeologici.
Il giardino è caratterizzato da tre sistemi di viali che si incrociano diagonalmente, subordinati al più ampio viale centrale che parte dall'ingresso di Via di Porta Latina. I percorsi sono delimitati da alberi ad alto fusto, tra cui pini e cipressi, mentre altre piante mediterranee come lecci, allori, mirti, fiancheggiano i ruderi archeologici.
Vedi anche
Cultura e svago › Beni culturali › Beni archeologici
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Data di ultima verifica:
06/02/08 11:22


