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Tipologia: Villa

Indirizzo

Indirizzo: Salita del Bosco Parrasio
Zona: Rione Trastevere (Gianicolo) (Roma centro)
Atac
Inserire l'indirizzo di partenza
Salendo su Via Garibaldi

Orario

Non è possibile visitare il Bosco Parrasio né la Villa perché privati
eccetto che per aperture straordinarie segnalate negli eventi in programma

Descrizione

Cenni storici
L’area dove si trova il Bosco Parrasio fu donata nel 1724 dal re del Portogallo Giovanni V all’Accademia dell’Arcadia, fondata a Roma nel 1690, da poeti appartenenti alla cerchia della regina Cristina di Svezia, per ospitarne le riunioni.
I membri dell’Arcadia aspiravano a restaurare la sobrietà nella poesia italiana, contrapponendosi al cattivo gusto barocco e ispirandosi all’Antica Grecia con i suoi valori bucolici e pastorali. Si erano precedentemente riuniti nella selva di S. Pietro in Montorio, nella villa del duca Mattei di Paganica e nel giardino Riario. Un bosco costituiva un luogo perfetto per gli ideali dell’Accademia e venne denominato “Parrasio” da una regione dell’Antica Grecia.
Per la realizzazione del Bosco fu chiamato Antonio Canevari, anch’esso Arcade, che insieme a Nicola Salvi, ideò l’ingresso composto di due elementi incurvati, ognuno scandito da due pilastri, su cui figura l’iscrizione “Accademia degli Arcadi”, e le tre rampe curve di scale simmetriche che raccordano l’entrata all’edificio sulla collina. "Canevari elaborò un progetto che risolveva in maniera brillante la difficoltà dell'inclinazione del terreno: questo venne strutturato in tre ripiani, raccordati da rampe di gradini alternativamente concave e convesse, poste verso i confini laterali dell'area e sostenute da parapetti. Sul primo terrazzamento venne collocata una fontana, mentre sul secondo un anfiteatro ellittico.
L’edificio, detto il Serbatoio, che ospitava l’archivio e la segreteria, fu restaurato nel 1760 da Clemente Orlandi, ma fu rifatto completamente da Giovanni Azzurri nel 1838.
La facciata, riprende l’emiciclo dell’anfiteatro ed è scandita da otto colonne egizie e due pilastri. Vi furono inserite anche due lastre con le dieci leggi degli Arcadi, scritte dal canonico Giovanni Mario Crescimbeni, tra i fondatori dell’accademia e Custode generale per trentotto anni. Sui lati della facciata sono affisse le tavole delle leggi, dodici secondo la tradizione romana: in alto l'iscrizione "Deo nato sacrum" ci dice che il bosco era dedicato a Gesù Bambino. Sul ripiano intermedio vi è una finta grotta, all'ombra di un pino gigantesco, mentre nel ripiano inferiore vi è una grande edicola di marmo che racchiude un'iscrizione del 1726 che ricorda la donazione del re di Portogallo. 

Dopo il primo periodo di successo incontrastato che durò quasi un secolo, arricchito dalla presenza di numerosi uomini illustri, iniziò il declino dell'Arcadia, finché, verso la fine del Settecento, il Bosco venne miseramente abbandonato. Fu poi riaperto nel 1839, dopo il restauro e il rifacimento del Serbatoio.

Flora:
Tutto il complesso è arricchito da maestosi lauri, magnolie, cipressi, pini, oleandri e glicini.

Vedi anche

Cultura e svago › Verde › Giardini, ville e parchi urbani
Data di ultima verifica: 17/05/19 12:25