Descrizione
Da sempre il Tevere, il deus tiberinus dei romani, ha presieduto e condizionato la nascita e lo sviluppo della città, di volta in volta fonte di vita per gli approvvigionamenti, le comunicazioni, la difesa, e di distruzione per le periodiche inondazioni. I più antichi abitanti, pastori, si stabiliscono fin dal XVI secolo a.C. sui colli Campidoglio e Palatino, presso il guado più favorevole a valle dell'Isola Tiberina dove sorgerà il primo ponte in legno, il Sublicio. Le leggende e il mito riferiscono al Pater omnium aquarum, regnator acquarum, i fatti salienti della città, primo fra tutti il salvataggio fatale dei fondatori Romolo e Remo. Nel corso dell'anno tutta una serie di cerimonie e feste si svolgevano sul fiume come i Portunalia (poi Tibernalia) i Ludi Saeculares e pastori, la discesa del corso d'acqua in onore della Fortuna, fino alle feste d'epoca barocca tra cui, la più popolare, quella di "S.Rocco" a Ripetta e, la più scenografica, la "Girandola" pirotecnica a Castel Sant'Angelo.
All'inizio il Tevere costituisce quasi una cintura difensiva dell'abitato sviluppatosi sulla riva sinistra, con l'isola Tiberina, mitico luogo di approdo di divinità straniere e consacrata alla salute col tempio di Esculapio. La costruzione dei ponti, dopo il Sublicio, il Milvio e gli altri, rappresenta il segnale dell'inizio di un processo inarrestabile di espansione sulle due sponde. Ai piedi del Campidoglio, tra i fori boario ed olitorio, la sponda sinistra era attrezzata per l'approdo e lo scalo delle merci provenienti dal Mediterraneo che i rinvenimenti archeologici hanno confermato fiorente già nell'VIII secolo (il 753 è la data tradizionale della fondazione di Roma). L'immagazzinamento delle merci avveniva nell'Emporium e nella Porticus Aemelia e l'intensità dei commerci ha prodotto il Monte Testaccio con i milioni di frammenti delle anfore di scarto. La vocazione del luogo ai traffici connessi col fiume viene rispettata fino alla fine del XIX secolo quando è destinato a quartiere industriale di Roma capitale con la realizzazione dello stabilimento di mattazione (Ersoch), funzionante fino al 1975, e l'impianto di alcune industrie connesse con il vettovagliamento e la distribuzione delle merci (Mulini Biondi, Mira Lanza ... ). La necessità di approvvigionamenti e, ad un tempo, di difesa e di sicurezza dei traffici, aveva determinato nel IV secolo a.C. il costituirsi della prima colonia romana, Ostia, sul territorio corrispondente alla foce del Tevere, in area già abitata tra XII e XI secolo a.C.. Ostia diviene la roccaforte e il granaio di Roma, dotata dagli imperatori Claudio prima e Traiano poi, di un porto, il più importante del bacino del Mediterraneo, ben collegato con Roma. Nel IV secolo Roma, che aveva raggiunto un'estensione di circa 14 kmq e una popolazione di più di un milione di abitanti, ha perso il contatto privilegiato col fiume.
Con la caduta dell'impero romano, il venire meno del potere centrale, il susseguirsi delle invasioni e la distruzione degli acquedotti, la città cade in decadenza e si determina il concentramento dell'abitato nell'ansa sinistra del fiume, in corrispondenza del Campo Marzio, divenuto indispensabile per l'approvvigionamento idrico. D'altro canto la costruzione, a partire dal IV secolo, della basilica sulla tomba dell'apostolo Pietro sulla riva destra, determina tutta una serie di collegamenti paralleli lungo le sponde e di attraversamento, in genere utilizzando strutture preesistenti, quali soprattutto il ponte Elio, divenuto S. Angelo; bisognerà infatti attendere per il primo ponte moderno il 1475 con ponte Sisto, anch'esso del resto sorto sui ruderi dei ponte di M. Aurelio poi di Valentiniano. Per agevolare i numerosi pellegrini che giungevano via mare con battelli trainati da bufali lungo le strade di alaggio, si spostò il porto sulla riva destra. Tale sponda, comprendente Trastevere e la zona vaticana, in precedenza luogo di ville extraurbane, sepolcreti ed edifici di spettacolo (naumachie) con attività commerciali e poi di assistenza (le schole nazionali intorno alla basilica di S. Pietro), si va gradatamente urbanizzando e munendo di collegamenti con la sponda sinistra.
La sicurezza della popolazione e dei traffici era organizzata con un sistema fortificatorio strettamente connesso con le vicende storiche della città, che dapprima riutilizza strutture romane (mura, presidi, vedette), trasformando mausolei in fortezze (quello di Adriano in Castel Sant'Angelo), quindi, tra VIII e IX secolo, si incentra sulle residenze nobiliari pure esse attrezzate per la difesa (Savelli, Annibaldi). Dall'XI al XIV secolo si assiste ad una sorta di pianificazione difensiva del territorio lungo il fiume con tutta una serie di torri semaforiche in vicendevole contatto ottico e acustico, mentre la sicurezza della foce è assicurata fino al 1557 dalla Rocca di Giulio II (di Baccio Pontelli su probabile progetto di Giuliano da Sangallo) e in seguito da Tor San Michele, edificata sulla sinistra della foce per volere di Pio V, su progetto del Buonarroti.
Lo sviluppo urbano, determinato dalla politica pontificia nella prima metà del secolo XVI, privilegia le aree lungo le sponde comprese tra ponte S.Angelo e ponte Sisto con la costruzione di sontuose residenze nobiliari in stretto rapporto col fiume. I porti di Roma ricevono il loro assetto monumentale verso la fine del XVII secolo. Quello di Ripa Grande, approdo per i battelli provenienti dal mare, con la costruzione della Dogana Nuova e strettamente connesso, per l'incremento dei traffici, con l'attività artigianale dell'Ospizio Apostolico di S.Michele e, per la costruzione delle navi della marina mercantile, con l'Arsenale Pontificio, era situato subito all'esterno della Porta Portese.
Il porto di Ripetta, già funzionante su un più antico scalo per le merci provenienti da nord, viene sistemato con la scenografica architettura da A. Specchi. Gli edifici abitativi di ogni tipo sorgono a strettissimo contatto col fiume in modo sempre più intensivo a sottolineare il rapporto con esse, regolato sin dall'antichità da una legislazione che ne tutelava la manutenzione e ne disciplinava la navigazione e i commerci con la magistratura dei Curatores sotto Augusto e con la Presidenza delle Ripe nel '500 e fino all'800. Tale assembramento di costruzioni d'altra parte ha costituito una delle cause principali delle disastrose conseguenze delle piene periodiche tanto da rendere sempre più pressante la risoluzione del problema con tutta una serie di progetti di risanamento a partire dal secolo XVI, approdati, nel 1875, alla costruzione dei muraglioni su progetto del Canevari con stravolgimento dell'andamento dell'alveo e distruzione dell'immagine storica della città sul fiume e del suo rapporto con esso. Si è determinato quindi un nuovo assetto nell'intenzione di una città più moderna e confacente al ruolo di capitale. E' stata questa l'occasione per realizzare un più razionale collegamento tra le due rive, con una serie di nuovi ponti, in particolare con le nuove zone di sviluppo sulla riva destra, i prati di Castello e il Flaminio, come sedi amministrative e residenze impiegatizie secondo criteri di decoro e rappresentatività in linea col conformismo umbertino.



