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Tipologia: Fondazione

Indirizzo

Sede legale: Via della Pace, 24
Zona: Rione Ponte (Via Coronari-Ponte Vittorio) (Roma centro)
Atac
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Contatti

Telefono: 06 68308498

Descrizione

Fondazione intitolata a Domenico Bartolucci.
Sacerdote, compositore, direttore di coro e d’orchestra, il Maestro toscano è stato uno dei più celebri musicisti italiani contemporanei.

In occasione del Concistoro Ordinario Pubblico del 20 novembre 2010 il Santo Padre Benedetto XVI ha voluto nominarlo Cardinale per la generosità e dedizione con la quale si è distinto nel servizio alla Chiesa.

È deceduto a Roma, all’età di 96 anni, nella notte di Lunedì 11 novembre 2013.

La sua notorietà è amplissima soprattutto nell’orbe cattolico. Nel 1956, infatti, alla morte di Lorenzo Perosi, Pio XII gli conferì l’ufficio di Direttore Perpetuo della Cappella Musicale Pontificia e pochi anni più tardi fu annoverato tra gli Accademici di Santa Cecilia. Da allora è stato conosciuto ed apprezzato, principalmente come direttore, nelle splendide esecuzioni durante le liturgie papali. La sua fama è cresciuta grazie ai successi ottenuti negli innumerevoli concerti che la Cappella Sistina ha tenuto nei vari continenti, testimoniando l’arte e la fede della Chiesa cattolica e mantenendo vivo l’inestimabile patrimonio del canto gregoriano e della polifonia sacra.
In questo contesto la Fondazione vuole innalzare a pari notorietà Domenico Bartolucci anche come compositore fecondissimo, straordinario e sotto molti aspetti unico nel panorama della creatività musicale novecentesca.

Operando tra Firenze e Roma, sotto le Cupole di Santa Maria del Fiore e di San Pietro, Bartolucci è cresciuto e si è formato fin da ragazzo vivendo a contatto con le opere dei più celebri artisti italiani (Giotto e Beato Angelico, mugellani come lui, Masaccio, Brunelleschi e Michelangelo); si è nutrito inoltre della tradizione musicale della Chiesa, ha assorbito la lezione dei maestri del passato – in particolare di Palestrina - ed è stato capace di creare opere della stessa solidità, in un linguaggio nuovo e personale.

Il patrimonio musicale che lascia il Maestro (oltre quaranta volumi di musiche) riveste senza ombra di dubbio un carattere di altissimo pregio. Il fatto che la sua produzione abbia coperto e soverchiato un intero secolo, non limitandosi ai confini della musica religiosa, ma rivelando una competenza artistica a tutto tondo, la pone in una posizione privilegiata per essere osservata, studiata e gustata come una delle espressioni più significative dell’Occidente.

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Data di ultima verifica: 29/05/17 08:57