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Tipologia: Museo comunale

Indirizzo

Indirizzo: Viale Egidio Galbani, 6
Zona: Quartiere Pietralata (Roma est)
Atac
Inserire l'indirizzo di partenza
All’incrocio con via Ciciliano

Contatti

Prenotazione telefonica: 060608 tutti i giorni ore 9.00 - 19.00 al costo di una telefonata urbana

Orario

Temporaneamente chiuso in attuazione del DPCM del 3 novembre 2020 

dal martedì al venerdì, dalle 9.00 alle 14.00
giorni festivi, sabato e domenica, dalle ore 10.00 alle 14.00
Giorni di chiusura Lunedì, 25 dicembre, 1 gennaio, 1 maggio

CONSULTA SEMPRE LA PAGINA AVVISI prima di programmare la tua visita al museo.

Informazioni

Ingresso gratuito con prenotazione 060608

Modalità di partecipazione: Ingresso gratuito

Eventi in programma

Descrizione

14 febbraio 2019 inaugurazione del Murale  "Riflessi" di Jerico Cabrera Carandang

La storia del Museo di Casal de’ Pazzi parte da una zanna d’elefante.
Rinvenuta nel 1981 durante i lavori di urbanizzazione della zona di Rebibbia, diede il via ad
un’indagine archeologica su un’area di oltre 1.200 mq che portò alla luce il tratto di un antico alveo fluviale. Nel giacimento vennero scoperti più di 2000 fossili animali, appartenenti a specie impensabili oggi nella campagna romana (l’elefante antico, l’uro, l’ippopotamo, il rinoceronte), ma anche un frammento di cranio e oltre 1.500 manufatti in selce che testimoniano la contemporanea presenza di uomini.
Il sito risale a circa 200.000 anni fa e costituisce l’ultima testimonianza di una straordinaria
serie di depositi pleistocenici che costellavano la bassa valle dell'Aniene, distrutti dall'avanzare della città.

Il Museo è completato dalle istallazioni realizzate dall’Istituto per le tecnologie applicate ai
beni culturali del Consiglio nazionale delle ricerche: ricostruzioni 3D e interattive permettono di assistere all’inondazione dell’antico letto del fiume Aniene e di esplorare il paesaggio di 200.000 anni fa, nell’ambiente del paleolitico, fra i grandi elefanti che popolavano l’area di Roma in quell’epoca.

 

L’itinerario di visita prevede la vista del giacimento dall’alto di una passerella. L’illuminazione naturale evidenzia  grandi massi rosati e resti fossili: zanne lunghe fino a 4 metri, denti, vertebre. E’ il paesaggio “archeologico”, ciò che resta dopo lo scavo.

Poi, un impianto di oscuramento “sgancia” il visitatore dalla lettura oggettiva dei resti. Una voce fuori campo e luci correlate danno semplici risposte alle domande suscitate da questo paesaggio fossile, inaspettato nella fitta trama urbana che lo circonda, racchiuso da mura.
Da questo momento il visitatore viene portato ad immaginare ciò che non c’è più.

Con il sussidio di tecnologie informatiche (le realizzazioni virtuali sono state elaborate dal Laboratorio di Archeologia virtuale dell’ITABC –CNR) l’alveo si riempie di acque “virtuali” facendo comprendere, quasi fisicamente, di essere dentro il fiume. Il piano è ora quello della suggestione. Sulla grande parete collocata di fronte alla passerella appare una ricostruzione del paesaggio pleistocenico: è un breve filmato, che contiene sia sequenze in animazione che frammenti di riprese attuali. Compaiono il fiume, le piante, gli animali, tra cui l’elemento forte è la ricostruzione 3D dell’elefante antico. Di sottofondo la voce di un uomo che, duecentomila anni fa, viveva in quei luoghi e racconta il suo mondo. Il video “sfonda” la parete alternando la visione del passato (la Roma del Pleistocene con la ricostruzione dei paesaggi e dell’elefante antico) con le immagini del presente (sequenze di animali ancor oggi esistenti, pur se in habitat diversi da quelli della Roma attuale).

Dopo questa full immersion, sono previsti vari livelli di approfondimento. In uno spazio esterno coperto, alcuni pannelli “raccontano” l’evoluzione dei paesaggi e della vita nella campagna romana, a partire da quando a Roma c’era il mare (circa 3 milioni di anni fa) fino a giungere all’attualità.
Nella sala espositiva, che si affaccia con due grandi vetrate sul giacimento, sono presentati alcuni dei reperti rinvenuti.

L’itinerario parte dalle tematiche ambientali per concludersi con le attività dell’uomo. Le vetrine sono corredate da disegni ricostruttivi. In questo spazio vi è anche un touch screen, dove è possibile confrontarsi con i temi offerti dall’esposizione in maniera ludica o interattiva. In questa “Pleistostation” è possibile utilizzare questionari, videogiochi, ipertesti e filmati.

L’area esterna al Museo ripropone una ricostruzione dell'insieme floristico che poteva caratterizzare le sponde dell’Aniene circa 200.000 anni fa, da rivivere percorrendo un sentiero azzurro che richiama un percorso fluviale. Vi sono tre aree di sosta, dedicate alla realizzazione di laboratori didattici, dove si potranno anche tenere eventi di vario tipo, utili a promuovere il Museo ed a creare stretti legami con i cittadini ed il territorio.

Il Murale  "Riflessi" di Jerico Cabrera Carandang
inaugurazione 14 febbraio 2019
All’importante deposito pleistocenico e ai numerosi reperti fossili conservati nel Museo di Casal de’ Pazzi si aggiunge anche un’opera di street art. Sul muro perimetrale esterno del museo, lungo via Egidio Galbani, campeggia il grande murale realizzato dal giovane street artist Jerico Cabrera Carandang. L’opera pittorica dal titolo Riflessi ricostruisce, in maniera visionaria e avvolgente, l’ambientazione naturalistica pre-esistente alla struttura del museo rappresentato dall’immagine dell’antico fiume che una volta scorreva proprio dove oggi sorge il Museo.

Parole chiave

Attività didattiche

ATTENZIONE: LE VISITE  PER GRUPPI E SCUOLE SONO SOSPESE

Per tutti
È disponibile un servizio di prenotazioni per gruppi, (max 30 partecipanti) che non comprende la visita guidata: costo addizionale per la prenotazione € 25,00
Inoltre è disponibile un servizio di visite guidate, in diverse lingue, a pagamento e su prenotazione.
                                               
Visite guidate per gruppi
orario: a scelta
lingua: italiano, inglese, francese, spagnolo, tedesco
max partecipanti: 30
durata: 1 ora e 15 minuti
costo: € 90,00 
prenotazione: obbligatoria

Per le scuole
Ai gruppi scolastici è richiesta la prenotazione, anche per il solo ingresso al museo. Il servizio di prenotazione per le scuole è gratuito.

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Data di ultima verifica: 06/11/20 08:59