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Tipologia: Museo statale, Museo storico, Museo storico-artistico

Indirizzo

Indirizzo: Lungotevere Castello, 50
Zona: Rione Borgo (Castel Sant'Angelo) (Roma centro)
Atac
Inserire l'indirizzo di partenza

Contatti

Orario

Musei e luoghi della cultura sono tenuti a rispettare le indicazioni contenute nelle misure per il contenimento COVID.
Per gli orari e le modalità di visita consultare il sito ufficiale.

Aperto da martedì a domenica ore 9.00 – 19.30 (ultimo ingresso ore 18.30)

Il Museo Nazionale di Castel Sant' Angelo è visitabile secondo le seguenti fasce orarie di un'ora e mezza ciascuna:
9.00-10.30
10.30-12.00
12.00-13.30
13.30-15.00
15.00-16.30
16.30-18.00
18.00-19.30 (ultimo ingresso alle ore 18.30)

Max 300 persone a fascia oraria.
Obbligo di visita di non più di un'ora e mezza

L’accesso a gruppi accompagnati da propria guida turistica abilitata è consentito per un massimo di 20 persone (guida inclusa), solo se munite di sistemi di radioguida (whisper). Sarà cura della guida sensibilizzare al rispetto delle norme e disposizioni vigenti.
L'ingresso con whispers è obbligatorio a partire da gruppi di 8 persone accompagnati dalla guida turistica.

Informazioni

Prenotazione ingressi tramite Gebart: https://www.gebart.it/musei/museo-nazionale-di-castel-santangelo
Da martedì 31 agosto è possibile prenotare i biglietti fino al giorno antecedente alla visita. L’ingresso senza precedente prenotazione sarà consentito nei limiti della disponibilità della fascia oraria di riferimento (Attenzione: prevede un diritto di prevendita di 1 euro. La prenotazione non garantisce l’accesso prioritario al museo).

Tel. 06 32810  –  il numero è attivo dal lunedì al venerdì, dalle 9.30 alle 18.00

Intero  € 12,00 
Ridotto Cittadini UE 18-25 anni € 2,00 
Ridotto con Roma Pass € 6,00 
Gratuito minori di 18 anni

> Agevolazioni
> Tutti i servizi 

Convenzionato con

Roma Pass
Cosa offre:

I possessori presentando la card possono accedere (per la visita gratuita inclusa) direttamente ai controlli di sicurezza del sito, senza dover passare in biglietteria.

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Descrizione

Castel Sant’Angelo fu realizzato dall’imperatore Adriano nel II secolo come mausoleo per sé e per la propria famiglia. Diverse circostanze fecero in modo che il mausoleo, a differenza di molti altri edifici romani, evitasse la rovina. La principale fu la serie ininterrotta di trasformazioni attraverso le quali passò da sepolcro a fortezza inespugnabile, da carcere a splendida dimora rinascimentale, da caserma a museo nazionale.

Dal 1925 è sede del Museo Nazionale destinato ad accogliere collezioni di arte e storia nonché cimeli dell’Esercito Italiano in una cornice monumentale restaurata per l’occasione, Castel Sant’Angelo, monumento-simbolo della pratica romana del riuso degli edifici dell’antica Roma, svetta con la sua mole imponente sulla sponda destra del Tevere poco lontano dalla Basilica di San Pietro, al termine della infilata prospettica del berniniano Ponte Sant'Angelo.

La storia complessa e stratificata del monumento, riconducibile dunque ai tre nuclei principali costituiti dalle vestigia romane del mausoleo imperiale (la rampa elicoidale con i quattro giganteschi sfiatatoi, la sala delle urne destinata alle ceneri della famiglia imperiale con i tre ambienti sovrapposti ricavati nel cilindro terminale della mole), dal castello fortificato (con il giro di ronda ed i quattro bastioni dedicati agli evangelisti) e dagli appartamenti papali (nei quali sono da annoverarsi quei piccoli gioielli rappresentati dalla cappella di Leone X e dalla Stufetta di Clemente VII, cioè la sua sala da bagno affrescata da Raffaello) costituisce ad un tempo sostanza e cornice del percorso espositivo che vanta collezioni eterogenee di sculture, dipinti, reperti marmorei, armi, mobili ed oggetti di varia provenienza, in parte recuperati nello scavo della rampa elicoidale del mausoleo, in parte ceduti dal Museo Nazionale Romano delle Terme di Diocleziano e dal disciolto Museo Artistico Industriale, in parte acquisito sul mercato antiquario e a seguito delle mostre allestite per celebrare l’Esposizione Universale del 1911.

Piccola ma di notevole qualità la pinacoteca costituita dai lasciti delle collezioni Menotti e Contini Bonaccossi è dislocata nelle sale degli appartamenti storici secondo un criterio museografico di arredo in stile: l’eterogeneità delle opere è compensata dalla preziosità degli autori tra cui si distinguono Crivelli, Lotto, Dossi e Signorelli mentre fulcro della collezione di sculture è l’angelo in pietra di Raffaello da Montelupo ora nel Cortile d’Onore ma fino al 1752 posto sulla sommità del castello e legato alla leggenda medievale secondo la quale all’epoca di Gregorio Magno la sua apparizione causò la cessazione di una pestilenza.

Nella collezione delle armi, invece, disposta nelle salette di Pio IV alla sommità del monumento si è voluta privilegiare la natura di oggetto di raffinato antiquariato piuttosto che quella di cimelio, selezionando comunque pezzi sicuramente legati alle vicende di Castello; vi si trovano esposti armi, corredi ed uniformi dal XV al XIX secolo.

Il percorso di visita guida il pubblico attraverso i luoghi fisici – cortili, stanze, logge – e soprattutto attraverso tutte le fasi storiche. L'itinerario conduce il visitatore nella cella sepolcrale di Adriano, sulle orme del corteo che portava le ceneri dell’imperatore; lo fa salire sulle mura, entrare nelle sale degli appartamenti papali, nella prigione di Cagliostro fino alla spettacolare Terrazza dell’Angelo, da cui Tosca decise di gettarsi nel Tevere; e uscire, per la prima volta, attraverso il monumentale portale edificato dall’architetto senese Giovanni Sallustio Peruzzi, figlio del più celebre Baldassarre.

Durante il percorse sono visitabili anche le cosiddette Sale Cambellotti. Si tratta di tre ambienti destinati nel 1925 ad accogliere i cimeli dell’esercito italiano e decorate con dipinti e stucchi appunto da Duilio Cambellotti, uno dei massimi interpreti del Liberty. Di particolare rilevanza è la Sala dei Labari così detta perché doveva ospitare i labari, cioè le insegne militari, dei reparti di assalto, quei reparti, come gli Arditi, che nel corso della prima Guerra Mondiale, avevano avuto il compito di rompere i fronti stabilizzati: ecco perché Cambellotti vi dipinse bandiere sabaude, papali e lombarde e raffigurò nel fregio ali di aquila con mani che brandiscono ogni sorta di armi.

Per migliorare la comunicazione, il Castello mette da oggi a disposizione del visitatore strumenti diversi e in alcuni casi molto sofisticati sotto il profilo tecnologico. Il tutto a titolo gratuito, compresi cioè nel prezzo del biglietto. Importante sono in primo luogo i pannelli di base, del tutto nuovi nei contenuti e nella linea grafica, studiata ad hoc. Essi sono corredati dal sistema WI-FI, esteso all’intero perimetro di Castello e da una App scaricabile su tutti i dispositivi e particolarmente adatta agli smartphone. L’App mette in condizione pressoché ogni visitatore di seguire il percorso: essa è infatti disponibile in 7 lingue, italiano, inglese, spagnolo, francese, tedesco, giapponese e cinese. L’avanguardia è raggiunta da una serie di eBeacon: strumenti tecnologici, istallati nei vari punti del percorso che intercettano i dispositivi del visitatore e gli propongono in automatico i contenuti  vocali e multimediali dell’App.

Parole chiave

Servizi

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Data di ultima verifica: 15/10/21 09:43