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Tipologia: Musei vari, Museo statale

Indirizzo

Indirizzo: Piazza di Santa Croce in Gerusalemme, 9/A
Zona: Rione Esquilino (Termini-Via Nazionale) (Roma centro)
Atac
Inserire l'indirizzo di partenza

Contatti

Orario

Dal martedì alla domenica dalle ore 9.30 alle 19.30 (ultimo ingresso ore 19.00)
Chiuso il lunedì, 1° gennaio e 25 dicembre

Per aggiornamenti e  modalità di visita consultare il sito ufficiale.

 

Informazioni

€ 5,00 intero
€ 2,00 ridotto
(cittadini di età compresa tra i 18 e i 25 anni compiuti dell'Unione Europea)
> Agevolazioni per l'ingresso

Prenotazione obbligatoria per gruppi da 5 a 20 persone compresa la guida.
Prenotazione via mail e/o telefonica. Costo della prenotazione € 1,00.
I biglietti di ingresso per il Museo sono acquistabili in sede, online al sito www.gebart.it/musei/museo-nazionale-degli-strumenti-musicali
e telefonicamente al  06 32810(dal lunedì al venerdì dalle 9.30 alle 18.00)

Convenzionato con

Roma Pass
Cosa offre:

Roma Pass: biglietto gratuito se uno dei primi due ingressi/ridotto dal terzo ingresso in poi

Eventi in programma

Descrizione

Inaugurato nel 1974, il Museo ha sede nell’ex caserma Principe di Piemonte nei pressi della Basilica di S. Croce in Gerusalemme.
La sua raccolta si è sviluppata intorno alla collezione donata allo Stato nel 1950 dal tenore Evan Gorga (1865-1957), alla quale si aggiunsero strumenti provenienti dal Museo di Palazzo Venezia e dal Museo di Storia delle Tradizioni Popolari.
Dei 3.000 pezzi della collezione sono esposti circa 840 strumenti.
Attraverso 18 sale viene ricostruita la storia della musica, dai primi strumenti a fiato e percussione del mondo antico greco e romano sino a quelli del nostro secolo. Sono esposti strumenti di musica popolare e colta, religiosa e militare, strumenti della tradizione musicale extraeuropea provenienti dall’Africa, dall’Oceania, dall’America.
Tra i pezzi particolari l’arpa Barberini del XVII secolo, il clavicembalo verticale italiano ed il pianoforte costruito nel 1722 da Bartolomeo Cristofori (1655-1732), universalmente riconosciuto come l’inventore di questa tipologia di strumento.

A partire dal 10 maggio 2022 è allestita negli spazi riaperti al secondo piano del Museo la mostra temporanea Risonanze.
Dalla collezione Gorga al Museo Nazionale degli Strumenti Musicali
,
partendo dalla presentazione della collezione di Gennaro Evangelista Gorga, dalla quale il Museo ha avuto origine e che è il principale motivo di ispirazione del futuro assetto museologico.

Ed è proprio il tenore collezionista ad accogliere i visitatori all’ingresso dell’esposizione con un filmato del 1949 gentilmente concesso dall’Istituto Luce e che lo vede, ormai anziano, circondato dai suoi strumenti musicali. Sono gli stessi strumenti musicali che si possono riconoscere lungo il percorso, allestiti secondo un criterio tipologico, così come era concepita l’organizzazione della
collezione: strumenti ad arco, strumenti a pizzico, pianoforti, fiati, percussioni, strumenti meccanici.
Si tratta di un’esposizione temporanea che guida i visitatori durante tutta la durata dei lavori e posta nell’ala che sarà cantierizzata per ultima tra circa due anni.
La concezione con la quale sono allestiti gli spazi è rinnovata e fa uso della veste grafica con cui da alcuni mesi si presenta il Museo. Sistemi allestitivi leggeri hanno consentito di articolare diversamente gli ambienti, ma si è scelto di utilizzare le vetrine, i supporti allestivi e i sistemi di illuminazione del precedente allestimento che si trovava al primo piano. Nell’ottica di una gestione
sostenibile delle risorse pubbliche si è infatti ritenuto improprio impiegare fondi per realizzare strutture che sarebbero state temporanee, avendo a disposizione elementi ancora funzionanti e che possono continuare ad accogliere le opere fino alla realizzazione di vetrine di moderna concezione la cui progettazione si sviluppa contestualmente al progetto museologico. Si inseriscono lungo il percorso, con un diverso allestimento alcuni strumenti che non appartenevano alla collezione Gorga ma hanno arricchito successivamente il Museo: il violino detto Il Portoghese di Antonio Amati, il pianoforte Pleyel di Palazzo Torlonia e una parte della collezione di bassi elettrici concessi da Pablo Echaurren.

Servizi

» Biblioteca
» Libreria

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Data di ultima verifica: 09/05/22 17:10