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Tipologia: Museo etnografico, Museo statale

Indirizzo

Indirizzo: Piazza Guglielmo Marconi, 8
Zona: Quartiere Europa EUR (Roma sud)
Atac
Inserire l'indirizzo di partenza

Contatti

Orario

Musei e luoghi della cultura sono tenuti a rispettare le indicazioni contenute nelle misure per il contenimento COVID. Per gli orari e le modalità di visita consultare il sito ufficiale
https://museocivilta.beniculturali.it/prepara-la-visita/


Per lavori di riallestimento l'ingresso al museo è temporanealmete spostato al civico 10 di Piazza Marconi (Primo piano) e, sempre per lavori, sono chiuse al pubblico la Sala Trasporti e la Sala Musica e Teatro di figura.

Informazioni

Convenzionato con

Roma Pass
Cosa offre:

Roma Pass: biglietto gratuito se uno dei primi due ingressi/ridotto dal terzo ingresso in poi

Descrizione

Dal settembre 2016 il museo, assieme ad altri tre istituti, è confluito nel nuovo Museo delle Civiltà - MuCiv.
Costituitosi intorno al nucleo della raccolta di Lamberto Loria, fu arricchito con gli oggetti arrivati da tutta Italia a Roma nel 1911 per la Mostra di Etnografia Italiana, nell’ambito delle celebrazioni per il Cinquantenario dell'Unità d'Italia.

Dal 1956 ha sede nell’edificio progettato nel 1938 dagli architetti Castellazzi, Morresi, Vitellozzi. La struttura presenta una ricca decorazione musiva, realizzata all’esterno da Enrico Prampolini e all’interno dagli artisti Amato, Barillà, Barrera, Bertoletti, Cascella, Cavalli, Colao, Guberti, Varagnolo.

Il Museo conserva oltre centomila testimonianze della cultura tradizionale italiana, dal XVI al XX secolo. Si tratta di circa 700 costumi regionali; oltre 4 mila gioielli ed amuleti di oreficeria tradizionale; più di 6 mila manufatti lignei tra strumenti di lavoro e artigianato popolare; circa 5 mila ceramiche, in prevalenza siciliane; pitture su vetro altoatesine e siciliane; insegne e attrezzature di venditori ambulanti; una ricca collezione di corni e zucche incise di varia provenienza; diversi presepi italiani, come quello napoletano del '700; oltre 9 mila stampe e disegni.

Una vasta raccolta quindi, raggruppata per settori tematici: la casa, l’abbigliamento, il lavoro, il trasporto, il ciclo della vita umana e dell’anno con le cerimonie, la religiosità popolare, le feste di piazza e gli strumenti musicali tradizionali. La collezione è affiancata da una ricca documentazione audiovisiva, fotografica e sonora.

MOSTRE PERMANENTI

Aperti per lavori - Impressioni d'Africa
La mostra vuole raccontare, attraverso dipinti, sculture e oggetti d'artigianato, le peculiarità di una collezione ricca e particolarissima, sulla quale le vicende storiche e culturali seguite alla seconda guerra mondiale e alla fine del colonialismo, hanno calato un progressivo e prudente sipario.
Le collezioni di quello che fu il Museo Italo-africano di Roma consistevano in un numero assai elevato di oggetti, tra cui diverse migliaia di carattere etnografico e centinaia di carattere militare ed economico, testimonianze della storia italiana in Africa, delle conquiste, dei rapporti con le popolazioni locali, delle produzioni agricole e artigianali preesistenti alle conquiste coloniali e poi inglobate nell’economia nazionale. A testimonianza della contemporanea presenza in Africa settentrionale di importanti campagne di scavo archeologico italiane, parte cospicua della mostra è dedicata alla documentazione delle rovine di Leptis Magna, presentate attraverso il prezioso plastico realizzato all’inizio degli anni Trenta direttamente sul sito archeologico libico e accompagnate da fotografie d’epoca, incisioni e dipinti che raccontano le vicende relative allo scavo e la grande suggestione che scaturì dalla scoperta dell’antica città romana.

Aperti per lavori - Città, palazzi, monasteri. Le avventure archeologiche dell’IsMEO/ IsIAO in Asia
La mostra è dedicata invece ai reperti delle missioni in Pakistan nella Valle dello Swat, in Afghanistan nella regione di Ghaznì e in Iran, nella regione orientale del Sistan. Le ricerche archeologiche furono condotte dall’IsMEO (Istituto Italiano per il Medio ed Estremo Oriente) fondato nel 1933 da Giovanni Gentile e dall’insigne tibetologo Giuseppe Tucci, che già a partire dal 1929 aveva intrapreso una serie di viaggi di studio e di scoperte nella regione himalayana e che nel 1947 assunse la carica di presidente dell’Istituto, dando nuovo impulso alle ricerche archeologiche in Asia. Tra il 1950 e il 1955 vengono condotte diverse spedizioni in Nepal, in particolare nell’area del Karakorum, e della seconda metà degli anni cinquanta solo le felici campagne archeologiche in Pakistan, Afghanistan e in Iran.
https://museocivilta.beniculturali.it/?s=aperti+per+lavoro

Attività didattiche

Servizi

» Archivio fotografico
» Biblioteca

Sistema Museale

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Data di ultima verifica: 01/04/21 15:55