060608


Roma Capitale
Zètema Progetto Cultura
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Tipologia: Vie e piazze

Indirizzo

Indirizzo: Via Margutta
Zona: Rione Campo Marzio (P.Spagna-P.Popolo-Pincio) (Roma centro)
Atac
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Descrizione

“Nobile semplicità e quieta grandezza”, così descriveva questa piccola via del centro di Roma il grande storico dell’arte Johann Joachim Winkelmann (1717-1768).

Situata nel Rione Campo Marzio alle pendici del monte Pincio, tra piazza del Popolo a piazza di Spagna, via Margutta è un magico rifugio per chi vuole passeggiare in tranquillità, lontano dal caos del Tridente.

Qui, si viene letteralmente catapultati in un’altra dimensione: edera e rampicanti ricoprono le facciate degli antichi palazzi, i negozi del Centro Storico lasciano spazio alle gallerie d’arte e di antiquariato, alle botteghe d’artigianato e ai laboratori di restauro.  In origine, però, via Margutta era una semplice stradina sul retro dei palazzi gentilizi di via del Babuino, ne ospitava i magazzini e le scuderie, oltre alle case degli stallieri, dei muratori, dei marmisti e dei cocchieri che vi svolgevano le loro attività.

Iniziò a essere conosciuta come la via degli artisti nel Medioevo, quando un artigiano ignoto vi aprì la sua prima bottega in cui realizzava ritratti, fontane e ringhiere, dando il via a una fiorente industria che attirò artisti da ogni parte d’Italia e d’Europa, in particolare inglesi, fiamminghi e tedeschi. Lentamente le baracche, le stalle e gli orti vennero sostituite dalle loro abitazioni, da giardini graziosi e da nuove botteghe.
Fino al 1600 si chiamava via dei Nari, dall'omonimo casato di una famiglia che aveva in questa zona case e terreni.
La sua denominazione attuale, però, ha origini incerte.
Secondo alcune fonti deriverebbe da "Margutte", soprannome vagamente dispregiativo del  barbiere Giovanni, di grossa corporatura, di notevole bruttezza e di non particolare intelligenza, che qui aveva la bottega.
Secondo altre, invece, il cognome di Giovanni era Margut, come risulterebbe dai registri anagrafici della Roma del XV secolo che riportano un casato con questo nome.
O forse, il toponimo deriva dalla contrazione volgare di "Marisgutia", ovvero "Goccia di Mare": un eufemismo per designare il ruscello maleodorante che scendeva dalla villa dei Pincii, la percorreva, e alla fine sfociava nel Tevere.

Nell’Ottocento, un giovane monsignore di origine belga, Francesco Saverio de Merode (1820-1874), acquistò l’area installando fogne e sistemando il piano regolatore del vicolo che da allora diventò una vera e propria strada. La via divenne la residenza privilegiata degli artisti e la sede dei loro atelier, grazie a cui venne da allora caratterizzata da un’atmosfera vivace e cosmopolita.
I più grandi protagonisti del Novecento sono passati da qui o vi hanno abitato. Tra questi possiamo ricordare pittori come Picasso e Guttuso, Giorgio de Chirico e Novella Parigini, musicisti come Wagner, Liszt, Puccini e Mascagni, scrittori come Emile Zola, Gabriele d’Annunzio, Jean Paul Sartre e Simone de Beauvoir, Elsa Morante, Moravia e Sibilla Aleramo.
Resa celebre negli anni Cinquanta dal film Vacanze Romane, dove la protagonista, interpretata da Audrey Hepburn, veniva ospitata nell’appartamento al n. 51 in cui abitava Gregory Peck, via Margutta ha dato alloggio anche ai protagonisti della Dolce Vita e a registi e attori affermati come Anna Magnani, Giulietta Masina e Federico Fellini che la descriveva così: “Scale, scalette, corridoi che si aprivano fra gli orti, poi altre scale e scalette, un paesaggio verticale sommerso nel verde, fin sotto il viale di Trinità dei Monti”.
Dal 1953, ogni anno, via Margutta ospita “100 pittori”, la manifestazione che per alcuni giorni trasforma la strada in una galleria d'arte a cielo aperto. Artisti provenienti da diversi Paesi del mondo danno vita e colore a questo luogo incantato e sospeso nel tempo, celebrandone l’antica vocazione. 

Data di ultima verifica: 24/04/20 09:40