060608


Roma Capitale
Zètema Progetto Cultura
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Tipologia: Edifici

Indirizzi

Indirizzo: Via Giulia, 146
Zona: Rione Ponte (Via Coronari-Ponte Vittorio) (Roma centro)
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Indirizzo: Piazza De' Ricci
Zona: Rione Regola (Campo de' Fiori-Piazza Farnese) (Roma centro)
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Descrizione

Edificato agli inizi del Cinquecento per la nobile famiglia dei Calcagni, passò poi ai Del Bene, ai quali si deve probabilmente la facciata dipinta sul lato di piazza Ricci, eseguita intorno al 1525 da Polidoro da Caravaggio. Dopo aver avuto diversi proprietari, tra i quali Costanza Farnese, figlia di Paolo III, fu acquistato nel 1577 dal cardinale Giulio Ricci. Nel 1634 fu realizzata la facciata su via Giulia e il vicolo di S. Aurea. Successivamente furono eseguiti ulteriori lavori di sopraelevazione ed ampliamento. La facciata su piazza Ricci è l’unico esempio di facciata a gomito presente a Roma. Presenta un portale tra finestre architravate chiuse da inferriate su un lato, e due porte da rimessa ad arco bugnato sull’altro. Al primo piano sette finestre architravate, al secondo finestre ad arco con ai lati le armi dipinte dei Farnese e dei Ricci. All’attico finestrelle incorniciate e figure di armi e trofei. Al di sotto delle finestre del primo piano corre un fregio con figure di prigionieri, trofei e scene storiche dedicate alla grandezza dell'antica Roma. Alla fine dell’Ottocento la decorazione dipinta fu restaurata da Luigi Fontana (1827-1908), il quale aggiunse anche la decorazione del secondo e del terzo piano. Durante i recenti restauri sono state eliminate tutte le ridipinture eseguite dal Fontana; soltanto quelle dell’attico sono state lasciate intatte.
La facciata su via Giulia presenta invece due portali bugnati con balcone sovrastante tra finestre architravate con inferriate; al primo piano sette finestre architravate, al secondo finestre semplici. Nel cortile sono collocati alcuni frammenti antichi ed una fontana, costituita da un mascherone sormontata dallo stemma della famiglia Ricci.
Un'interessante curiosità: nel palazzo abitò, intorno al 1555, monsignor Della Casa, segretario di Stato di Paolo III, che qui scrisse il suo celebre "Galateo".
Data di ultima verifica: 31/05/21 08:54