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Tipologia: Edifici

Indirizzo

Indirizzo: Via del Plebiscito, 102
Zona: Rione Pigna (Torre Argentina) (Roma centro)

Orario

Il palazzo non è visitabile

Descrizione

Palazzo Grazioli è un edificio di Roma situato tra palazzo Doria-Pamphili e palazzo Altieri, in una zona ricca di reperti archeologici della Roma antica, il Campo Marzio. È il frutto di numerose modifiche e restauri effettuati dalle diverse famiglie nobili romane che vi hanno abitato nei secoli.
Le fonti più antiche rilevano nel sito il palazzo della famiglia Ercolani realizzato da Giacomo della Porta nel corso del ‘500. Successivamente la famiglia di Alessandro Gottifredi, generale della Compagnia di Gesù, che vi si stabilisce, fa effettuare un radicale restauro da Camillo Arcucci, un architetto del barocco romano, negli anni dal 1645 al 1650. Agli inizi dell'800 il palazzo è la residenza dell'Ambasciatore d'Austria e poi dell'Infanta di Spagna, nonché duchessa di Lucca, Maria Luisa di Borbone-Spagna che vi muore nel 1824.
Viene acquistato dal commendatore Vincenzo Grazioli, poi barone di Castelporziano e duca di Santa Croce di Magliano. Nel 1863 la famiglia Grazioli affida il restauro ad Antonio Sarti, che nel corso di lunghi lavori, terminati nel 1874, aggiunge il corpo che s'affaccia su Piazza Grazioli
Al momento dell'acquisto del palazzo, la nobiltà dei Grazioli è di recente concessione. Il capostipite commendatore Vincenzo Grazioli è il tipico rappresentante del "generone" della Roma papalina, quel ceto di grandi affittuari dei latifondi (che a loro volta subappaltano), che fin dal XVI secolo garantisce la liquidità delle classi dominanti cittadine e la tutela degli approvvigionamenti alimentari, e riesce in alcuni casi - come avviene per i Torlonia - ad integrarsi nella nobiltà storica per via di matrimoni.
I Grazioli giungono dalla Valtellina alla fine del Settecento (l'immigrazione valtellinese a Roma viene favorita dai papi, che destinano loro una compagnia dell'annona, impiegandoli come facchini, misuratori e macinatori di granaglie).
Vincenzo Grazioli comincia quindi come affittuario di molini sul Tevere, che poi acquista, divenendo successivamente fornaio (in grande), e poi proprietario terriero. Nominato da Gregorio XVI barone di Castelporziano nel 1832 (il commendatore ne acquista la tenuta nel 1823) e poi nobile romano nel 1843, e infine promosso duca di Santa Croce di Magliano nel 1851 da Pio IX, al quale la famiglia rimane fedelissima fino alla fine dello Stato pontificio. Il figlio Pio (1822-1884) sposa nel 1847 Donna Caterina dei Duchi Lante Montefeltro della Rovere (sicché la famiglia si chiama poi Grazioli Lante della Rovere). E' insieme ai figli tra i protagonisti della mondanità romana del secondo Ottocento (si veda Caccia alla volpe), ma anche il patron della ricostruzione della Chiesa di San Giovanni della Malva in Trastevere.
La targa in marmo e bronzo con il ritratto della Gloria commemorano l'impresa del sottotenente di vascello Riccardo Grazioli Lante della Rovere, medaglia d'oro al valor militare, caduto ad Homs (oggi Al Khums), in Libia, il 28 ottobre del 1911 durante la guerra italo-turca.La facciata del palazzo su via del Plebiscito è decorata da paraste con capitelli. Al centro di essa si apre il portone fiancheggiato da due colonne di ordine dorico di granito grigio e sormontato da un balcone.

Data di ultima verifica: 23/05/22 10:51