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Tipologia: Fontane

Indirizzo

Indirizzo: Via Garibaldi
Zona: Rione Trastevere (Gianicolo) (Roma centro)

Contatti

Orario

La parte frontale del Fontanone è sempre fruibile da tutti gratuitamente.
L'ingresso al piccolo giardino retrostante invece è consentito solo a gruppi e associazioni, con guida propria, che devono provvedere alla prenotazione allo 060608 (tutti i giorni, ore 9.00-19.00).
Max 25 persone a visita.

Per i singoli visitatori, sempre previa prenotazione allo 060608, sono inoltre possibili visite individuali secondo un calendario specificato nella pagina > Monumenti del territorio

Accesso al Giardino dalla scalinata di Via Garibaldi, 30

Informazioni

La parte frontale del Fontanone è sempre fruibile da tutti gratuitamente.

La visita al piccolo giardino retrostante è a pagamento e su prenotazione:

Tariffe:
Intero € 4,00
Ridotto € 3,00
Il pagamento del biglietto avviene in contanti sul posto.
I possessori della MIC card hanno diritto all’ingresso gratuito

Condizioni di gratuità e riduzioni

La prima domenica del mese l'ingresso ai monumenti del territorio è gratuito per tutti.

Nel costo di ingresso non è compresa la visita guidata che deve essere organizzata in autonomia.

INFORMAZIONI PER PRENOTARE E ACCEDERE AL SITO -> Monumenti del territorio

Eventi in programma

Descrizione

Nota come Fontanone del Gianicolo, la fontana domina la grande terrazza che si affaccia sulla città. Fu realizzata tra il 1610 e il 1614 dagli architetti Giovanni Fontana (1540-1614), Flaminio Ponzio (1560-1613) e dallo scultore Ippolito Buzio (1562-1634) come mostra terminale dell’Acquedotto Traiano-Paolo, per volere di papa Paolo V Borghese (1605-1621), i cui emblemi (drago e aquila) ricorrono in più punti sul monumento.
Disegnata sul modello dell’antico arco trionfale, la fontana è costituita da cinque grandi arcate fiancheggiate da colonne e un ampio attico con l’iscrizione dedicatoria. Per la parte decorativa furono utilizzati marmi di spoglio bianchi e policromi, provenienti dal Foro Romano e dal Tempio di Minerva al Foro di Nerva, mentre le colonne, in granito rosso e grigio, appartenevano all’antica basilica costantiniana di San Pietro.
Alla fine del ‘600 l’architetto Carlo Fontana (1638-1714) ne modificò il prospetto, conferendo alla fontana la sua forma attuale: un monumentale bacino marmoreo fu aggiunto in sostituzione delle cinque vasche di raccolta, originariamente inserite tra gli intercolumni degli archi.
Danneggiata dai cannoni francesi durante la breve Repubblica Romana del 1849, la fontana subì un primo restauro nel 1859 e successivamente nel 1934 e negli anni Cinquanta. Al 2002-2004 risale l’ultimo importante intervento conservativo realizzato dall’Amministrazione Capitolina.
Dal 1901 agli anni ‘30 l’acqua del Fontanone alimentò la prima centrale idroelettrica di Roma.
Una curiosità: la grande, e bellissima, epigrafe dell’attico contiene un errore. Viene infatti citato il restauro dell’acquedotto alsietino mentre in realtà, come abbiamo visto, ad essere ripristinata fu l’antica aqua traiana.

26 novembre 2019 - cerimonia di apertura della fontana, dopo gli interventi di manutenzione straordinaria iniziati il 29 maggio 2019.
I lavori eseguiti sono stati resi possibili grazie all’elargizione liberale della Maison Fendi, che dopo aver sostenuto, nell’ambito del progetto Fendi for Fountains, il restauro della Fontana di Trevi e del Complesso delle Quattro Fontane, aggiunge ora questo nuovo importante contributo alla valorizzazione del patrimonio artistico della città eterna.
I lavori sono stati realizzati, a seguito di gara con evidenza pubblica, dalla ditta Methodos di Valeria Mallia, specializzata nel restauro dei materiali lapidei. Avviati il 29 maggio con i cantieri della Mostra dell’Acqua Paola e della Mostra del Peschiera, a cui hanno poi fatto seguito nei mesi successivi quelli della Fontana del Mosè e del Ninfeo del Pincio, gli interventi di manutenzione si sono conclusi nel pieno rispetto dei tempi previsti.
Su tutte le fontane la manutenzione ha riguardato la superficie delle vasche e di tutte le parti inferiori dei prospetti, è stato eseguito il lavaggio di tutte le superfici con l'eliminazione delle patine biologiche, sono state rimosse le incrostazioni calcaree ed è stato realizzato il consolidamento e la stuccatura delle lesioni laddove necessario. Su tutte, infine, è stata effettuata l'impermeabilizzazione delle vasche e la verifica degli impianti idrici ed elettrici.
In particolare, per questa occasione l’Amministrazione capitolina ha realizzato, attraverso Areti, il nuovo impianto di illuminazione con tecnologia a led della Mostra del Peschiera e, nella stessa fontana, la riattivazione dell’impianto idrico, in corso di perfezionamento.

GIARDINO RETROSTANTE LA FONTANA

Alle spalle della fontana si estendeva nel Seicento un grande giardino che papa Alessandro VII Chigi (1655-1667) aveva destinato ad Orto Botanico, trasferito successivamente nell’attuale sede di Villa Corsini alla Lungara a partire dal 1883. A ricordo di tale sistemazione rimane il piccolo giardino sul retro del monumento, al quale si accede attraverso una scalinata in via Garibaldi n. 30, e da dove si può godere una magnifica vista panoramica della città.

Sopra il portale di ingresso in bugnato di travertino è collocata una lapide recante la scritta I castello di divisione, che indica il punto di distribuzione dell’acquedotto Traiano-Paolo alle varie utenze della città. Di tali castelli di divisione se ne contano cinque in questa zona ed infatti il secondo castello è collocato proprio a sinistra della scala di accesso al giardino, come indica la lapide sopra la porta.
Entrati nel giardino, sulla destra è collocata una fontana a ninfeo in cui compaiono i simboli araldici dell’aquila e dei draghi di Paolo V, mentre lo stemma di coronamento con le tre pignatte in campo risale al pontificato di Innocenzo XII Pignatelli (1691-1700).
Sulla sinistra si estende un loggiato sormontato dallo stemma della famiglia Borghese, al cui interno in data non precisabile è stata murata una serie di stemmi papali e di iscrizioni marmoree: partendo da sinistra si possono notare lo stemma con i leoni rampanti di Pio IX Mastai-Ferretti (1846-1878); lo stemma con la quercia di Sisto IV Della Rovere (1471-1484); un’iscrizione marmorea sull’Acquedotto Vergine; una porzione di lapide il cui testo frammentario fa riferimento al pontefice Innocenzo XI Odescalchi (1676-1689); un’iscrizione ottocentesca  sull’Acquedotto Vergine; una lapide con incise alcune sezioni di condotte di diversa portata; sopra la chiave dell’arco uno stemma con figura di donna; uno stemma cardinalizio settecentesco con campo quadrettato (Strozzi?); una lapide con incisa la pianta dei condotti dell'Acqua Vergine all'interno del giardino di Cristoforo Cenci sito nei pressi di piazza Capo di Ferro; lo stemma con l'arme degli Orsini di papa Benedetto XIII (1724-1730).
Nel giardino sono inoltre presenti numerose colonne marmoree e di granito, capitelli, un sarcofago ed elementi lapidei.

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