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Tipologia: Monumenti

Indirizzo

Indirizzo: Via del Teatro di Marcello, 46
Zona: Rione Ripa (Circo Massimo-Bocca Verità-Aventino) (Roma centro)
Atac
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Orario

I tre templi sono tuttora parzialmente visibili essendo stati inglobati nella chiesa di S. Nicola in Carcere, mentre il quarto è stato individuato scavando nell’area limitrofa. Nella zona immediatamente adiacente, lungo il fiume si sviluppava il Porto Tiberino con i suoi magazzini.

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Descrizione

La zona in cui si trova ora la chiesa di S. Nicola in Carcere, era anticamente occupata dal Foro Olitorio (Forum Holitorium), piazza dove aveva sede il mercato delle verdure non lontana dal porto fluviale. Il carattere commerciale dell’area si rileva dalla presenza di portici con tabernae, i cui resti sono ancora visibili sul lato della strada sotto il Campidoglio, proprio di fronte alla chiesa di S. Nicola in Carcere. Sotto la chiesa ed ai lati di essa si trovano i resti di tre templi di epoca repubblicana. Il primo tempio partendo dal lato meridionale, di fianco all’attuale Palazzo dell’Anagrafe di Roma Capitale, era probabilmente dedicato a Spes, la dea della speranza. Di ordine dorico, conserva soltanto sei colonne inglobate nella parete meridionale della chiesa. Fu costruito da A. Atilio Calatino durante la prima guerra punica, nel 254 a.C. Sotto la chiesa si trovano i resti di un altro tempio, probabilmente il più recente ed il più grande dei tre
(m. 30 x 15). Parti del podio sono visibili nei sotterranei della chiesa, nei pressi dell'abside; restano inoltre alcune colonne della parte anteriore. Molto probabilmente il tempio era dedicato a Juno Sospita, la dea Giunone Sospita. Del terzo tempio, sulla destra di S. Nicola in Carcere, rimangono tutto il podio e parte del colonnato. Era di ordine ionico, con triplice fila di colonne sulla fronte e un colonnato nei lati lunghi (rimangono sette colonne su un lato e due sull'altro).
Il tempio misurava m 26 x 15 ed era preceduto da una gradinata. Il tempio, probabilmente dedicato al Dio Giano, fu costruito da C. Duilio durante la I guerra punica, ricostruito all'inizio del I a.C. (a questo periodo appartengono i resti visibili) e restaurato a più riprese in età augustea, tiberiana e adrianea.

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Data di ultima verifica: 17/04/19 12:34