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Orario
Da mercoledì a venerdì dalle ore 11.00 alle 17.30
Sabato e domenica dalle ore 11.00 alle 19.00
Chiuso lunedì, martedì, 25 dic e 1 genn
Per gruppi superiori alle 10 persone è possibile prenotare aperture e visite guidate al di fuori degli orari di apertura
Informazioni
INGRESSO:
- € 3,00 intero
- € 1,00 ridotto (maggiori di 65 anni, Roma Pass, studenti universitari, insegnanti), gratuito (minori di 18 anni, scolaresche, studenti di Lettere e Filosofia, Architettura, Conservazione dei Beni Culturali)
INGRESSO CON VISITA GUIDATA SU PRENOTAZIONE:
- € 5,00 intero
- € 3,00 ridotto
Eventi in programma
Descrizione
Gli scavi archeologici, svolti tra il 1999 e il 2001 durante lavori di ristrutturazione dell’ex Cinema Trevi, hanno messo in luce al di sotto del cinema due edifici , contigui e contemporanei, allineati sul lato ovest lungo il vicus Caprarius o Capralicus. Il toponimo è testimoniato, in entrambe le forme, da fonti ecclesiastiche del XII sec. Il nome deriva probabilmente dalla presenza di un’aedicula Capraria, forse un’area di culto legata a Iuno Caprotina. L’area indagata si trovava, in antico, all’interno della VII regio, che comprendeva tutto il Campo Marzio orientale ed era delimitata dalle mura Aureliane, dalla via Salaria vetus – Pinciana, con il suo prolungamento chiamato vicus Caprarius, e dalla via Lata.
L’edificio nord può essere identificato come un complesso abitativo di tipo intensivo, un'insula di almeno tre piani con botteghe al pianterreno. La prima fase costruttiva sembra potersi attribuire all’età neroniana, immediatamente successiva all’incendio del 64 d.C. Una prima ristrutturazione del complesso è databile nella prima metà del II sec. d.C., a cui fa seguito una seconda, nell’età di Marco Aurelio. Intorno alla metà del IV sec., l’area viene trasformata in una lussuosa domus, di cui si conservano ancora in situ resti di rivestimenti marmorei parietali e un pavimento musivo in tessere di marmi policromi. Intorno alla metà del V sec. un violento incendio, da mettere forse in relazione con il saccheggio di Roma ad opera dei Vandali di Genserico (455 d.C.), distrusse il pianterreno della domus.
L'edificio sud, del quale si conserva buona parte dell'elevato, è costituito da grandi ambienti con volta a botte; la prima fase è anch'essa di età neroniana; in epoca adrianea due ambienti, adiacenti al vicus Caprarius, vengono trasformati in una grande cisterna per l'acqua, probabilmente il castellum aquae dell'acquedotto Vergine. In seguito al taglio degli acquedotti di Roma ad opera dei Goti di Vitige nel 537 d.C., la cisterna andò in disuso.
In epoca medievale, tra l'XI e il XII secolo, il piano di calpestio dell'area fu innalzato di circa 5 metri; su questo livello, tra il XII e il XIII vennero realizzate due distinte unità abitative con diverse fasi edilizie.
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Attività didattiche
Le visite, su prenotazione, sono in lingua italiana. Su richiesta in inglese, francese, tedesco e spagnolo.
Ai visitatori viene distribuito materiale didattico in lingua inglese, francese, tedesca, spagnola e giapponese.
Per l'accesso all'area fuori dell'orario di apertura occorre prenotare al n. 3397786192 (Cooperativa Archeodomani).
La città dell'acqua


