Tipologia:
Ville e aree archeologiche
Indirizzo
Indirizzo:
Via Portuense
Zona:
Ponte Galeria (Roma ovest)
Inserire l'indirizzo di partenza
Contatti
Telefono:
prenotazione 0039 06 6529192
Fax:
0039 06 65010089
Orario
Il sito è aperto dalle 9.00 alle 13.00 il 1° sabato e l'ultima domenica di ogni mese previa prenotazione al n. 06 6529192.
Per poter visitare il sito in giorni diversi da quelli indicati è necessario prendere contatto con il personale di vigilanza.
Informazioni
Modalità di partecipazione:
Ingresso gratuito
Prenotazione
» Obbligatoria
» Telefonica
Descrizione
Nel 42 d.C. l’imperatore Claudio emanò un decreto percostruire un nuovo porto nei pressi di Ostia, in quanto il vecchio approdo alla foce naturale del Tevere, a causa dei continui insabbiamenti, non consentiva l’ancoraggio alle navi di grandi dimensioni. Il nuovo impianto fu realizzato anche per alleggerire l’enorme traffico commerciale di prodotti che arrivavanoa Roma da ogni parte dell’Impero. Il nuovo bacino, inaugurato da Nerone, comprendeva due moli ed un faro, ed era collegato al Tevere tramite due canali artificiali. Resti del molo sinistro furono rinvenuti nel 1957 durante i lavori per la costruzione dell’aeroporto di Fiumicino, insieme ai relitti di alcune navi, ora esposte al Museo delle Navi romane. Dalla parte del molo sinistro sono state rinvenute anche tracce del basamento del faro. Le fondamenta di questa struttura furono realizzate, come ci racconta lo storico Svetonio, riempiendo di calcestruzzo ed affondando la grande nave che l’imperatore Caligola (37-41 d.C.) aveva utilizzato per trasportare a Roma l’obelisco per il Circo di Nerone, oggi in piazza S. Pietro. Resti del molo destro sono localizzati invece presso via del Lago di Traiano, dove sorge il Monte Giulio. Il bacino portuale era inoltre attrezzato con magazzini ed un portico con colonne in travertino a rocchi appena sbozzati, chiamato per questo Portico delle Colonnacce. Nella zona del portico e dei magazzini era una darsena di forma rettangolare, che continuò ad essere utilizzata anche con il porto di Traiano, probabilmente per la sosta di piccole imbarcazioni destinate alla navigazione fluviale. Ma anche il Porto di Claudio finì ben presto per subire un progressivo insabbiamento, tanto che Traiano(98-117 d.C.) decise di costruire un nuovo impianto portuale più sicuro, facendo scavare un bacino artificiale più interno, dalla singolare formaesagonale. Il bacino, inaugurato nel 113 d.C., comunicava con il Tevere e con il Porto di Claudio mediante un canale artificiale, la Fossa Traiana (l’odierno canale di Fiumicino). All’interno potevano attraccare circa 200 navi; allespalle dei punti di ormeggio erano grandi magazzini preceduti da portici. Un faro, costituito da una serie di dadi sovrapposti (noto da mosaici e rilievi raffiguranti il porto di Traiano), si trovava sul molo destro del canale di imbocco al bacino portuale; completavano il complesso una statua colossale di Traiano ed un grande edificio di rappresentanza (il c.d. Palazzo Imperiale, probabilmente la residenza del Prefetto dell’Annona) con terme, un piccolo teatro privato ed un tempietto di Ercole. Il Porto di Traiano fu in uso probabilmente fino all’ultimo quarto del IX secolo,per essere abbandonato nel X-XI secolo d.C. L’area del porto di Claudio, completamente interrata, è ora occupata dalle strutture dell’aeroporto di Fiumicino, mentre il bacino del porto di Traiano è circondato dalla pineta dell’ottocentesca villa Torlonia,ora in gran parte espropriata. Intorno alle strutture portualidi Claudio sorse un piccolo abitato, chiamato Portus, che sotto Traiano si ingrandisce con nuove abitazioni, luoghi di culto ed edifici pubblici; già alla fine del II secolo d.C. Porto diviene il principale centro commerciale di Roma, a danno di Ostia che conserva invece il carattere di centro amministrativoe residenziale. Nel 314 d.C. Porto acquista autonomia da Ostia, diventando una importante sede episcopale. Dopo aver subito vari saccheggi da parte di Visigoti, Vandali e Ostrogoti, intorno al Mille l’abitato riveste importanti funzioni difensive per il controllo del Tevere, come testimoniato dalla presenza del castello, ancora conservato insieme ai resti della basilica paleocristiana di Sant’Ippolito (IV secolo d.C.). Di quest’ultima rimane un bel campanile romanico, trasformato in torre d’avvistamento nel XVI secolo.
Data di ultima verifica:
17/05/12 11:18


