060608


Roma Capitale
Zètema Progetto Cultura
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Date: from 2018-12-08 to 2019-02-17

Opening times

Dall'8 dicembre 2018 al 17 febbraio 2019
dal martedì alla domenica ore 10.00-19.00 la biglietteria chiude alle ore 18.00
1 gennaio 2019 apertura straordinaria dalle ore 14.00 alle 20.00 (ultimo ingresso alle ore 19.00)
Giorni di chiusura: lunedì (compresi 24 e 31 dicembre 2018);  25 dicembre
N.B. per eventuali aperture e/o chiusure straordinarie consultare la pagina dedicata agli Avvisi

Held in

Addresses

Address: Piazza di San Pantaleo, 10
Zone: Rione Parione (Navona-Campo de' Fiori) (Roma centro)
Atac
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Address: Piazza Navona, 2
Zone: Rione Parione (Navona-Campo de' Fiori) (Roma centro)
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Information

Vedere la pagina:  Biglietti e audioguide

Tel 060608 tutti i giorni ore 9.00 - 19.00

Promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali

Ideazione e organizzazione Centro Europeo per il Turismo e la Cultura guidato da Giuseppe Lepore

Comitato Promotore presieduto dal Cardinale Angelo Comastri, Vicario Generale di Sua Santità, Arciprete della Basilica Papale di San Pietro e Presidente della Fabbrica di San Pietro
Comitato Scientifico presieduto dal Cardinale Giovanni Battista Re, Prefetto Emerito della Congregazione per i Vescovi

Sponsor Sistema Musei in Comune Ferrovie dello Stato Italiane

Servizi museali Zètema Progetto Cultura

Contacts

Telephone: 0039 060608 dalle 9.00 alle 19.00
Fax: 0039 06 67108303
Email: eventi.aziendali@zetema.it per eventi aziendali privati

Description

Dedicata al grande Pontefice, canonizzato da Papa Francesco il 14 ottobre, la mostra presenta opere dalla Reverenda Fabbrica di San Pietro in Vaticano, dalla Collezione Paolo VI - arte contemporanea di Concesio e da alcuni collezionisti privati

Delle 30 opere esposte, 24 provengono dalla  ricca collezione d’arte (oltre settemila opere tra dipinti, disegni, incisioni, stampe, sculture e medaglie custodite nella sede di Concesio di fianco alla Casa natale di Paolo VI) che, dopo la morte del pontefice, il suo segretario personale, don Pasquale Macchi, ha donato all’Istituto Paolo VI di Concesio nel bresciano, città natale di Montini, dove tutt’ora si trova, affidata dal 1987 alle cure dell’associazione “Arte e Spiritualità”.

I visitatori possono quindi ammirare un tesoro poco noto che comprende, tra gli altri, artisti quali Aldo Carpi, Emilio Greco, Fausto Pirandello, Angelo Biancini, Floriano Bodini, Trento Longaretti, Ennio Morlotti, Salvatore Fiume e Renato Guttuso, senza dimenticare l’intenso ritratto in bronzo di Pio XII modellato dal grande Francesco Messina.
 
Realizzata grazie al sostegno della Università Telematica San Raffaele, la mostra intende mettere in luce il legame di Papa Paolo VI con l’arte contemporanea, indagando quelle forme espressive che rendono il messaggio evangelico esplicitamente più vicino agli uomini e più comprensibile, mostrando però non soltanto il linguaggio iperrealista, caro alla Chiesa, ma anche il concettuale, l’astrattismo e altre forme d’arte che comunicano il sentire dell’artista che vive il proprio tempo e si accosta al sacro con il proprio vissuto.

Una precisa volontà di riavvicinamento annunciata con determinazione nella lettera agli artisti che il papa pronuncia nella Cappella Sistina il 7 maggio 1964, a chiusura del Concilio Vaticano II.  
L’intenzione di Paolo VI è quella di “avviare una nuova stagione dell’arte”, come precisa un altro grande pontefice, Giovanni Paolo II.
Nei suoi scritti, Paolo VI rammenta l’importanza dell’atto creativo, che è proprio degli artisti, ai quali è affidata una proficua evangelizzazione per immagini dell’Annuncio di Cristo, rendendolo accessibile e comprensibile a tutti, pur conservando “la sua ineffabilità, il senso della sua trascendenza, il suo alone di mistero”.

Qualsiasi sia il linguaggio artistico, per Paolo VI l’arte ha il compito di rendere il messaggio evangelico esplicitamente più vicino agli uomini e più comprensibile.
Si deve, infatti, a Papa Montini la Costituzione Conciliare Sacrosanctum Concilium del 4 dicembre 1963 che ha siglato precise disposizioni sull’arte, ma soprattutto l’ampliamento della collezione d’arte sacra contemporanea dei Musei Vaticani in cui vengono accolte anche le esperienze artistiche del Novecento. Le opere esposte provengono dalla Reverenda Fabbrica di San Pietro in Vaticano, dalla Collezione Paolo VI – arte contemporanea di Concesio (BS) e da alcuni collezionisti privati.

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