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Ingresso libero
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Description
SPAZIO APERTO
ORE 19.30
Incontro con SANDRA MILO
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SPAZIO CINEMA
ORE 20.30
in collaborazione con ROAD TO RUINS FILM FESTIVAL
W ZAPPATORE (Italia 2011, 85’) di Massimiliano Verdesca.
Marcello Zappatore è un ragazzo di 33 anni che, per guadagnarsi da vivere, suona la chitarra elettrica in una band metal satanista famosa nella provincia di Lecce. La vita di Marcello è presto sconvolta da uno straordinario evento: un fastidioso prurito al costato si rivela, in seguito, essere una stigmate. Dono divino o necessità di cambiamento? Questo Marcello non lo sa, ma la stigmate gli procura non pochi problemi. In breve tempo, a causa della sua involontaria vicinanza a Dio, Marcello perde la ragazza e la casa in cui convivevano. Inoltre, cacciato dalla sua band che rifiuta un chitarrista stigmatizzato, perde anche il lavoro. Si ritrova così a dover affrontare un viaggio tutto personale attraverso due mondi apparentemente incompatibili: quello di Dio e quello del rock’n’roll.
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SPAZIO CONCERTI
ORE 22.00
BANDAJORONA + REMO REMOTTI e MANLIO MARESCA
Il festival chiude i battenti con una grande festa che fonde la tradizione popolare romana con i più moderni approcci musicali. A farla da padrone due tra le realtà maggiormente riconosciute in questo ambito, ancora una volta sul palco di Pigneto Spazio Aperto la Bandajorona e lo storico attore/cantautore/poeta Remo Remotti, accompagnato dal chitarrista jazz Manlio Maresca. Perché del resto chi nasce a Roma resta inevitabilmente permeato dallo spirito della sua città. Uno spirito che nel tempo si è espresso con mille modalità e con scenografie differenti: dalle mura dipinte delle osterie alle celle delle carceri cittadine, dai luoghi del turismo più becero ai palazzi di borgata, dai teatri risorti ai tinelli piccolo-borghesi. Epoche diverse, contesti e contenuti differenti, un popolo in continua trasformazione, che sa inglobare il diverso e mantenersi sé stesso: questo è il magma da cui BandaJorona fa emergere canti, melodie, “fattacci” narrati come gesta epiche, prese in giro del potere, canzoni romantiche e piene di nostalgia per qualcosa che, irrimediabilmente, va fuggendo. Questi gli ingredienti per noi irrinunciabili: una ricerca musicologica accurata, la scelta di arrangiamenti raffinati e al tempo stesso di grande impatto emotivo, la voglia di far viaggiare queste canzoni nelle piazze e nelle strade oltre che nei festival. Momenti di cultura attiva e vitale, affinché la musica popolare non sia solo ricordo, ma un atto rinnovato di espressione politica e sociale. Così come Remotti sbraita, racconta e declama i fatti di sta Roma popolare, mamma e matrigna, con il suo inconfondibile modo di esprimere tutto quel disagio dal quale nessun romano riesce davvero a staccarsi.


