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Date: 2019-03-18

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Non contate su di noi. Storia di un cult movie (in)visibile Mai fu occasione migliore far riemergere dal buio un “guilty pleasure cinetecario” come l’unico film di Sergio Nuti, Non contate su di noi (1978). Stavolta però non (solo) in una sala cinematografica, ma anche e soprattutto attraverso una pubblicazione in dvd e bluray. Tutto questo è avvenuto grazie a un sodalizio importante tra la Cineteca Nazionale e l’etichetta home video Penny Video. Perché come si scrisse in quel lontano 26 settembre 2006 quando il film venne proiettato dopo tanti anni di ingiusto oblio al Cinema Trevi: «Una Cineteca conserva e può fare rivivere non solo pellicole, ma anche – con quelle e “dentro” quelle – storie, emozioni, momenti di vita individuale e collettiva apparentemente perduti nella memoria. Conservarli serve a restituirli all’esperienza del pubblico, a condividerli». Il film, che inaugurava un appuntamento divenuto presto di “culto” nella sala della Cineteca Nazionale, (In)visibile italiano, era ormai pressoché introvabile, un sbiadito ricordo anche fra gli addetti ai lavori, «eppure, nel 1978, Non contate su di noi, esordio nella regia di Sergio Nuti (già all’epoca e in seguito montatore professionista, collaboratore fra gli altri di Bellocchio, Mingozzi, Giordana), vinse il Nastro d’argento quale migliore opera prima, suscitando giudizi positivi da parte di molta critica nonostante l’asprezza del tema e la povertà dei mezzi, o forse proprio grazie a questi. Cinque anni prima di Amore tossico e quasi venti anni prima di Trainspotting, Nuti racconta, senza reticenze e senza indulgenze – tanto meno di tipo estetico – ma con rigore, passione e perfino con un pizzico di moralismo, una storia “vera”, interpretata da attori non professionisti e nella quale ha un ruolo fondamentale il paesaggio urbano (inclusi i suoni, in gran parte restituiti in presa diretta), una Roma vera e incombente, rigorosamente periferica (il quartiere Primavalle in primis), fotografata, insieme, con amore (si intuisce a tratti la trasfigurazione nel mito dell’America di Easy Rider) e con distacco». Il film sfiorò la vittoria nella categoria “giovani autori” del premio per autori cinematografici Angelo Rizzoli di Ischia (tra i finalisti vi era anche Ecce Bombo di Nanni Moretti), ma riuscì ad aggiudicarsi il “premio qualità” del Ministero per i Beni Culturali (da qui la presenza negli archivi della Cineteca Nazionale di un preziosissimo duplicato del negativo originale). Il recupero di Non contate su di noi e la sua restituzione al pubblico sono stati possibili grazie al progetto intrapreso nel 2017 dal CSC - Cineteca Nazionale in collaborazione con il produttore del film Manfredi Marzano e con il distributore Penny Video. In assenza del negativo originale, le lavorazioni di preservazione digitale sono state realizzate sulla base dei materiali filmici conservati dalla Cineteca Nazionale, costituiti da una matrice intermedia della scena, ricevuta nel 1981 dalla casa di produzione Ixtlan Film a fronte del “Premio di Qualità” ministeriale riconosciuto alla pellicola, e da una copia positiva 35mm d’epoca, acquisita a titolo di deposito legale. Una copia da proiezione 35mm messa a disposizione dall’avente diritto, seppur non adatta come riferimento colore in quanto in completo decadimento cromatico, si è rivelata utile per l’acquisizione della colonna sonora e per il confronto con gli altri elementi e lo studio delle versioni del film. Oltre al film, nella presente pubblicazione, un ricco booklet e interviste video (in primis all’amico di Sergio Nuti Marco Tullio Giordana) che “raccontano” la storia di questo piccolo e grande film e del suo autore. Non contate su di noi di Sergio Nuti (1978, 120’) Un giovane musicista romano incontra una ragazza in crisi di astinenza da eroina, la soccorre e si prende cura di lei: nasce una storia d’amore che coinvolge il protagonista nell'esperienza drammatica della tossicodipendenza, condivisa con la donna e con il gruppo di giovani che ruotano intorno alla coppia. Sincero ed esplicito, senza compiacimenti e senza indulgenze, il film acquista maggiore credibilità nel finale, che rifiuta ogni logica di happy end ma lascia aperto uno spiraglio alla speranza di riscatto di alcuni almeno dei protagonisti. a seguire incontro moderato da Michele De Angelis con Silvano Agosti, Daniela Currò, Marco Tullio Giordana, Manfredi Marzano, Bernardo e Lulù Nuti, Angelo Pasquini, Gloria Satta, Simone Starace  

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